Le chiese e le basiliche fiorentine sono assediate dall'incuria, dal caos, dallo sporco, dalla microcriminalità, dalla volontà di snaturarne addirittura l'identità di luoghi di culto, per farne solo dei musei. E tutto, per colpa degli amministratori comunali fiorentini, guidati dal sindaco Leonardo Domenici che, oltre tutto, è anche presidente dell'Anci, l'associazione dei comuni italiani. La crociata. Questa, almeno, la convinzione dell'Arcidiocesi di Firenze. O, più esattamente, di monsignor Timothy Verdon, canonico della cattedrale di Santa Maria del Fiore, il duomo, e, con lui, dei priori, dei rettori e dei guardiani delle principali chiese e basiliche fiorentine. Un'accusa del genere, e con questi toni, non si era mai sentita sulle rive dell'Arno, tant'è che ce n'è abbastanza per far scoppiare un «caso» tra Palazzo Vecchio e le stanze di fronte al Battistero, che ospitano l'arcivescovo Ennio Antonelli (probabile cardinale al prossimo concistoro, viste le prerogative della città), che ha dato il suo placet alle esternazioni dei priori e di monsignor Verdon, americano di nascita e fiorentino di adozione spirituale e di vita. Così, almeno, ha detto, iniziando la sua requisitoria, Timothy Verdon: «L'arcivescovo mi ha incoraggiato a portare avanti questa piccola crociata. Ma le chiese e le basiliche di Firenze sono umiliate da caos, criminalità e sporcizia. Una mancanza che è un'offesa alle radici cristiane della città. E questa città che ha creato l'ideale massimo dell'Umanesimo, come fa a smontare cosi il suo passato?». Monsignor Verdon non ha fatto complimenti: «L'arengario di fronte a Palazzo Vecchio è mantenuto con grande rispetto. Perché non succede lo stesso con i sagrati delle nostre chiese?». A dargli man forte sono arrivate le parole del priore di Santa Maria Novella: problemi di ordine pubblico di notte e di giorno, coi bivacchi di centinaia di persone; mancanza assoluta di servizi igienici, con i muri esterni della chiesa trasformati in latrina. La controffensiva. Poi le accuse del padre guardiano di Santa Croce, la basilica dei Sepolcri: borseggi anche in chiesa; un «progetto occulto per laicizzare, per far dimenticare che le chiese sono anche luoghi di culto», E di chi la colpa? Ancora una volta, dita puntate sul Comune. A metà pomeriggio, quando le prime note di agenzia avevano già preso il volo, Palazzo Vecchio è passato al contrattacco. Il sindaco ha preferito non intervenire, lasciando la replica all'assessore alla cultura, Simone Siliani e a quello allo sviluppo economico, Francesco Colonna. Ma c'è stata anche incredulità, all'inizio. Poi, i comunicati. Vero o falso il quadro fatto dai preti? Accuse da rispedire al mittente, ha tuonato Palazzo Vecchio: «I toni e i contenuti della nota dell'Arcidiocesi...sono davvero inusuali fuori misura e per certi versi offensivi...». I problemi, alcuni problemi, riconosce l'amministrazione possono anche esserci, ma non in questi termini. La miccia è stata accesa. La polemica non finirà certamente qui.
Le basiliche di Firenze assediate dall'incuria
L'Arcidiocesi di Firenze ha lanciato una "crociata" contro il Comune di Firenze, accusandolo di lasciare le chiese e le basiliche in condizioni di abbandono e di sporco. Il sindaco Leonardo Domenici e il presidente dell'Anci, anche lui fiorentino, sono stati accusati di essere responsabili di questo stato di abbandono. L'arcivescovo Ennio Antonelli ha dato il suo placet alle accuse dei priori e dei canonici, che hanno chiesto un intervento più efficace da parte del Comune. Il Comune ha risposto con un comunicato, accusando i preti di esagerare e di essere offensivi. La polemica non finirà certamente qui.
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