E accanto al suo debutto da direttore artistico la nomina di Bazzini alla guida del Centro Pecci Negli spettacoli di Tiezzi gli attori si muovono in squarci di luce accecante, galleggiano fra giostre depoca e sipari luccicanti. Proprio a Prato I Magazzini con regia di Tiezzi, anni fa misero in scena un memorabile Amleto, fra riverberi contemporanei e prestiti da una delle tante guerre del Medio Oriente. Negli spettacoli di Tiezzi recitati da Lombardi il mito va a braccetto con lo smarrimento dei nostri tempi: il regista toscano diventa così luomo ideale per dirigere la Fondazione Metastasio-Teatro Stabile della Toscana, che da sempre abbina classicità e avanguardia. E accanto al suo arrivo alla guida dellente regionale che produce teatro con i fondi ministeriali, Prato registra ora anche la nomina di un altro direttore artistico: Marco Bazzini che il cda del Pecci ha designato, a quasi due anni dalla partenza di Daniel Soutif, alla guida della sua altra grande istituzione culturale, il Centro Pecci per larte contemporanea, dove per lungo tempo è stato responsabile del centro di documentazione. I Magazzini si sono aggiudicati nelle categorie più prestigiose una quindicina di premi Ubu della critica, il più alto riconoscimento teatrale in Italia. Pochi giorni fa i loro Uccelli di Aristofane - dove recita anche Massimo Verdastro - ne ha vinti altri due: miglior regia e miglior spettacolo dellanno. «La cosa che più ci fa piacere - racconta Lombardi - è che ogni sera, come ora a Milano, cè una lista dattesa per vederci». La domanda dunque fino alla settimana scorsa era: come è possibile che il teatro toscano che si è già lasciato sfuggire Carlo Cecchi, Poli, Castri, non consideri un regista di tale qualità e continuità? La nomina di Tiezzi è una buona risposta. Laugurio è che Tiezzi - al debutto da direttore artistico di uno stabile - sappia essere in questo complesso e impegnativo ruolo altrettanto bravo che come regista.