Apprezzo in particolare, del piano Settis, la parte dedicata alle sinergie, cioè alla collaborazione tra soggetti diversi per una migliore crescita culturale della città. Il professore ha puntato, come era ovvio data la committenza, alle istituzioni in vario modo orientabili da parte del Comune, Il canonico della Cattedrale e direttore del Museo diocesano sollecita il rilancio del turismo religioso. Brunelli: occorre aprire anche alle istituzioni non orientagli dal Comune dedicando alle altre non più di qualche accenno. A mio parere, però, per l'efficacia del piano le altre non possono non essere coinvolte con le stesse finalità e la stessa intensità d'impegno; una città è un tutt'uno, un corpo unico, che per crescere sano deve essere curato in tutte le sue componenti, pena il rischio di ipo- o ipertrofie. Di più: ho detto la città; ma, almeno nel caso mantovano, essa è legata al suo territorio da robusti vincoli storici, che se col tempo tendono a sbiadire trovano incalzanti sostituti nell'integrazione data dalla maggiore mobilità. In altre parole, Mantova è l'intera provincia, e anche in un piano di rilancio culturale, con i suoi risvolti turistico-economici, non si può non tenerne conto. Qualcuno ha avanzato dubbi, sull'opportunità e sulle concrete possibilità di far lavorare insieme istituzioni diverse, ciascuna con le proprie finalità e tutte gelose della propria autonomia. Ma la posta in gioco è tanto alta, da motivare quanto basta a provarcisi, puntando sulla ragionevolezza dei soggetti, sulla reciproca convenienza e sul comune amore per Mantova, quello che il professor Settis ha giustamente chiamato il nostro "senso di appartenenza". Qualcosa del resto si va facendo. Per esemplificare con realtà che se non sbaglio il progetto ignora, si pensi al sistema dei Musei mantovani, che collega con un periodico e comuni iniziative ben 35 musei di città e provincia; qualcosa di analogo avviene con le biblioteche, e anche le Fondazioni che sostengono tra l'altro la cultura, considerano sullo stesso piano di rilevanza l'intero territorio provinciale. Semmai circa queste ultime, anch'esse potrebbero essere inviate a collaborare, e invece di distribuire contributi "a pioggia" con inevitabili disorganicità, sostenere progetti che si inseriscano nel grande progetto unitario. Proposte, peraltro, se ne possono avanzare molte. Mi limito a due. La prima riguarda il ricupero di quei segni della nostra identità storica che ancora giacciono negletti; penso ad esempio al risanamento dei suggestivi quartieri antichi, come quelli alle spalle del duomo e intorno a San Leonardo; penso alla speranza di vedere insediamenti consoni, che non li escludano dal circuito monumentale della città, in edifici quali l'ex-ospeda-le di piazza Virgiliana, con i suoi tre chiostri quattrocenteschi, o l'ex-convento carmelitano di yia Pomponazzo, con i due chiostri non meno prestigiosi. La seconda riguarda l'ancora ingente patrimonio culturale della diocesi, che spazia dall'archivio storico alla biblioteca del seminario, dai musei Diocesano e Aloisiano a chiese quali la cattedrale, Sant'Andrea, la basilica palatina, le pievi matildiche, il santuario delle Grazie, Santa Maria di Castello a Viadana, l'ex-cattedrale di Asola e via elencando. Penso che in poche altre province d'Italia si possa riscontrare tanta ricchezza, per far decollare anche qui quello che con discutibile neologismo si definisce il turismo religioso, e in ogni caso non la si possa considerare semplicemente un serbatoio cui attingere quando serve, ma vada inserita a pieno titolo nel patrimonio culturale che il progetto di cui parliamo intende valorizzare. Roberto Brunelli storico, canonico della Cattedrale e direttore del museo diocesano Francesco Gonzaga
MANTOVA. Piano Settis. Efficace soltanto se coinvolgerà tutti.
Il professore Settis ha presentato un piano per il rilancio culturale di Mantova, che include la collaborazione tra istituzioni diverse, come il Comune, la Cattedrale e il Museo diocesano. Il professore ha sottolineato l'importanza di coinvolgere anche le istituzioni non direttamente legate al Comune, come le biblioteche e le Fondazioni. Brunelli, storico e canonico della Cattedrale, sostiene che la città è un tutt'uno e che per crescere deve essere curata in tutte le sue componenti. Ha proposto due idee per il progetto: il ricupero di segni della storia e la valorizzazione del patrimonio culturale della diocesi.
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