primi segni di dissesto strutturale risalgono al 20 novembre 2005 L'iniziativa per raccogliere fondi per i lavori di conservazione e restauro della Basilica Raccogliere fondi per tutti i lavori di conservazione e di restauro della Basilica di Sant'Agostino a Roma: questo lo scopo per il quale e' stato istituito il "Comitato dei Parrocchiani e degli Amici di Sant'Agostino", presentato questa mattina nella stessa chiesa, colpita da numerosi danni.L'iniziativa e' quindi volta a seguire e sorvegliare la realizzazione del recupero della cupola in stato di grave dissesto; aprire un canale di comunicazione sereno ed efficace con le istituzioni proposte alla salvaguardia della Basilica; identificare tutti gli interventi di salvaguardia e di restauro da realizzare, da troppo tempo trascurati, e appunto raccogliere fondi attraverso iniziative che possano coinvolgere tutti coloro che hanno a cuore la conservazione dei luoghi di culto cattolici. "L'attuale situazione della Basilica e' grave e difficile - ha affermato Sandra Fei, rappresentante del Comitato - ed e' per questo che e' nata questa iniziativa, alla quale hanno gia' aderito Vittorio Sgarbi ed Eleonora Brigliadori, che ha proposto che un paese straniero aiuti la chiesa. Da qui - ha proseguito la Fei - lancio una piccola polemica circa il polverone alzato intorno alla restituzione delle nostre opere che si trovano all'estero. Forse, non e' poi tanto negativo, visto che li' sappiamo essere ben conservate, mentre qui non riusciamo a tutelare le nostre bellezze. Purtoppo, nella varie fasi della vicenda della Basilica di Sant'Agostino, ho notato uno 'scarica barile' di responsabilita' tra le autorita"'. Per questo motivo-spiega Sandra Fei- chiediamo che si faccia chiarezza e si trovi una soluzione. Intendiamo, come Comitato, diffondere e far conoscere il valore e la storia della Basilica, non entrando in discussione con il Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali ma, anzi, accompagnandone l'azione. Infine, un appello a Prodi, presidente del Consiglio, perche' intervenga e recuperi questa situazione, caratterizzata da trascuratezza e mancanza di fondi". Nella Basilica di Sant'Agostino a Roma, i primi cenni di dissesto strutturale e distacco di parte degli archi e della cupola, che hanno aggravato le condizioni di staticita', risalgono al 20 novembre 2005. In quest'occasione, infatti, il parroco padre Bernardino Pinciaroli ha segnalato la caduta di stucchi in pezzi dall'arco della navata principale, da un'altezza di circa 25 metri, in corrispondenza della cupola, sopra l'atare. La conseguenza e' stata un posizionamento di una impalcatura provvisoria. A distanza di un mese, c'e' stata un'ulteriore caduta di materiale, tra cui anche pietre di grandi dimensioni, che hanno sfondato l'impalcatura provvisoria. "La cosa che piu' preoccupa - ha affermato padre Massimo Giustozzo - e' che il movimento che ha portato alla caduta dei massi sia ancora ignoto. Chiediamo quindi che la macchina operativa si muova, che si capiscano le cause, si reperiscano i fondi e si garantisca la sicurezza di chi si trova nella Basilica. Ad oggi, purtroppo - ha proseguito padre Massimo - nulla e' stato fatto. Cosi', daun'idea di alcuni mici della parrocchia. Intanto, e' nato il Comitato, un'iniziativa di sensibilizzazione, senza alcuno intento polemico". L'idea del Comitato e' nata giovedi' scorso e gia' si avvale dell'impegno di un primo benefattore: Enzo Simeoni, amministratore delegato della Societa' Agigas Partecipazioni Spa, secondo il quale "dovrebbe essere nella coscienza di tutti attivarsi per aiutare il patrimonio artistico. Nella mia azione non c'e' infatti nulla di meritorio ma, solo un'azione doverosa; ho infatti raccolto un appello, che e' facile ascoltare, semplicemente entrando qui dentro e guardandosi intorno". Inoltre, "la Basilica - ha spiegato padre Renzo Lucozzi - e' il centro, il fulcro della comunita' agostiniana; qui e' sepolta Santa Monaca, che noi chiamiamo nostra Madre. Vorremmo che ci si desse una mossa, per salavre le meravigliose opere di Raffaello, Tiziano, Caravaggio, Guercino, Lanfranco e tante altre ancora". Le vicessitudini riguardanti i problemi della Basilica hanno avuto origine il 22 dicembre 2005, quando il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Roma ha effettuato un intervento di perlustrazione ed ha accertato porzioni di intonaci e stucchi in procinto di distacco e la presenza di una profonda crepa che penetra nel rinfianco della cupola sovrastante l'altare, non escludendo la possibile evoluzione negativa del dissesto. In attesa di una verifica accurata, sono stati interdetti il transito e la sosta delle persone nell'intera area del presbiterio, a partire dalla zona compresa dall'inizio della sesta campata della navata adiacente lo stesso presbiterio. Tra il maggio e il giugno 2006, sono stati posizionati il ponteggio di sucurezza senza puntellamento e i sensori per il monitoraggio ma, nell'ottobre del 2006, i funzionari della soprintenza hanno prospettato di togliere i ponteggi a causa della mancanza di fondi. Grazie pero' all'intervento del parroco, cio' non e' avenuto ma, nonostante le successive assicurazioni da parte del capo di Gabinetto del ministro di trovare una soluzione, non e' giunta nessuna comunicazione al rigurado. Intanto, il 5 dicembre 2006 la soprintendenza del Comune di Roma ha constatato ufficilamente la gravita' della situazione, segnalando l'urgenza di provvedere ad una integrazione dei fondi. Il 23 gennaio 2007, in seguito all'interruzione dei lavori da parte della ditta appaltatrice a causa del pericolo di crollo della cupola, il parroco ha inviato delle lettere alle diverse autorita' e, il giorno successivo, funzionari, ingegneri e architetti della Soprintendenza hanno deciso di bloccare totalmente il passaggio di alcune delle parti a causa del grave pericolo. Ma niente e' ancora stato fatto per controllare e verificare eventuali danni o alterazioni strutturali interni di sostegno e neppure alle fondamenta.