Per salvare una delle basiliche più famose della città serve un milione e mezzo: parte la raccolta di fondi di un comitato Abside già transennata, i vigili potrebbero decidere il blocco totale Tutto l'edificio, secondo la Sovrintendenza, è sottoposto a una sorta di moto rotatorio che lo danneggia Difficile pregare di fronte le reliquie di Santa Monica. Faticoso ammirare una delle più famose opere del Caravaggio, la «Madonna di Loreto». Va meglio per la «Vergine del Parto», la scultura di Jacopo Sansovino, solo perché è collocata in fondo, vicino l'ingresso. Ma perfino l'altare principale è stato spostato. Rischio di crolli per la basilica di Sant'Agostino, una delle chiese più famose di Roma, la cui costruzione risale al 1484, dove nel 1512 Raffaello Sanzio affrescò il profeta Isaia e dove sull'altare è una Madonna bizantina ritenuta opera di San Luca. I vigili del fuoco hanno già transennato l'abside, e secondo il «Comitato amici e parrocchiani di sant'Agostino» c'è il rischio che decidano di chiudere del tutto la chiesa. Per evitare il peggio questa mattina nella navata principale il Comitato annuncerà l'iniziativa «Adotta la basilica di sant'Agostino»: una raccolta di fondi e la ricerca di sponsorizzazioni per il suo restauro, prima che situazione la degeneri del tutto. È dal dicembre del 2005, infatti, che nell'edificio si sono succeduti diversi crolli e lesioni, partendo proprio dalla cupola che sovrasta l'altare. Sono anche emersi dei cedimenti strutturali, con un'evidente staticità del monumento: tanto che una settimana fa, dopo che la ditta appaltatrice ha interrotto i lavori per il pericolo di crollo della cupola il parroco ha inviato una lettera al ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli, al sindaco, ai presidenti di Provincia e Regione, al cardinale Ruini. E solo tre giorni fa con un'interpellanza parlamentare urgente è stato chiesto al governo un intervento per la salvezza della chiesa, la sola nella capitale che non dipende dal «Fondi di edifici di culto» del ministero dell'Interno, ma direttamente dai Beni culturali. «Vi è stato un primo intervento urgente di 300 mila euro -spiega il sovrintendente ai Beni culturali del Lazio, Luciano Marchetti - Ma non è bastato. È come se tutto l'edificio fosse sottoposto ad un leggero movimento di "rotazione" e gli archi trionfali in corrispondenza della cupola sono lesionati. Per questo al di sotto la chiesa è transennata ed inagibile». Per il restauro, secondo i calcoli, occorrono minimo un milione e mezzo di euro. «Ma questi fondi non ci sono -aggiunge Marchetti - quindi ben venga anche l'iniziativa dei privati», il Comitato ha già avuto adesioni illustri, come quella di Vittorio Sgarbi. Ma può contare anche sul presidente della Provincia Enrico Gasbarra, che è un parrocchiano. «È una chiesa importantissima, oltre che per il turismo, perché viva e ricca di attività - dice Gasbarra - 'Capisco che non vi sono abbastanza soldi, ma sono d'accordo con un "Comitato di salvezza", dove si potrebbero unire privati e istituzioni. Da parte mia sono pronto».