A Villa Carpegna la storia dell'arte dell'ultimo secolo Peccato che il pubblico di veri appassionati dell'arte contemporanea sia così poco nutrito e così abituato a muoversi solo lungo le rotte del centro. Che persino gli artisti siano tanto restii a tenersi al corrente, annusare l'aria che tira fuori dei loro studi. E'questa consolidata tendenza all'inerzia che sta negando attenzione e platea al trapianto della Quadriennale in un quadrante della città, ben collegato e tutt'altro che periferico, ma povero di strutture culturali, come l'Aurelio. E il suo trasferimento nella suggstiva palazzina seicentesca di villa Carpegna , avvenuto pochi mesi fa, rompendo un condominio sempre più soffocante nel padiglione del Palaexpo' in via Nazionale dove la rassegna era nata. Peccato visto che il trasloco, già in sè molto importante perchè ha riqualificato uno spazio e un edificio che stentavano a trovare identità, ha messo in moto ed è stato seguito, per impulso del presidente Gino Agnese, da un'operazione di notevole spessore: il restauro di un vecchio casale ottocentesco, a ridosso della casina Carpegna, e l'istallazione nei suoi due piani di una biblioteca specializzata, che un po' in sordina è stata inaugurata ed è entrata in funzione. Difficile trovare a Roma un centro di documentazione delle vicende artistiche italiane e straniere degli ultimi cento anni altrettanto fornito: un fondo di trentamila volumi e cataloghi che nuovi acquisti continuano ad arricchire,30 mila fotografie, quattromila manifesti altrove ormai introvabili altrove. E soprattutto l'enorme corredo di dati e documenti che ricostruiscono l'attività della Quadriennale dalle fondazione a oggi, e insieme alle quindici grandi rassegne promosse dall'Ente, fotografano l'alternarsi di scuole, tendenze, maestri sul palcoscenico dell'arte dall'anteguerra: 13.700 fascicoli su artisti nel Novecento, che raccontano anche le loro apparizioni sul mercato privato, duemila faldoni e registri che evocano la complessa operazione di esplorazione e setaccio prima delle mostre, scambi di corrispondenza e carteggi di firme e autori tra i maggiori del panorama nazionale. La Biblioteca, aperta al pubblico tutti i giorni, week-end escluso, dalle 9,30 alle 14,30 e dalle 15,30 alle 17,30, e collegata in rete con il sistema delle Biblioteche nazionali, offre un ampio e comodo spazio di consultazione frequentato al momento soprattutto da un' utenza di esperti e studenti. Un funzionamento per ora a medio regime ma destinato ad aumentare grazie alla catalogazione dell'Archivio che è appena partita. E grazie alle iniziative dell'Ente stesso: tra gli appuntamenti più seguiti la presentazione di una serie di volumi, pubblicati o promossi dalla Quadriennale, come un intrigante saggio sull'arte al femminile del Novecento a Roma. In preparazione. Mentre stanno partendo le istruttorie per la prossima quadriennale del 2008, un altro saggio che ricostruisce un evento chiave degli anni '80: una mostra di Di Stasio e altri 5 pittori figurativi nella mitica galleria di Plinio De Martis che segnò una tappa decisiva verso il ritorno alla pittura dopo le trasgressioni dell'arte povera.
Quadriennale, una biblioteca in periferia tutta da scoprire
La Quadriennale si è trasferita nella palazzina seicentesca di villa Carpegna a Roma. Il trasferimento ha riqualificato uno spazio e un edificio che stentavano a trovare identità. La nuova sede è stata inaugurata con il restauro di un vecchio casale ottocentesco e l'istallazione di una biblioteca specializzata. La biblioteca offre un ampio spazio di consultazione con oltre 30.000 volumi, 4.000 manifesti e 13.700 fascicoli su artisti del Novecento. La biblioteca è aperta al pubblico e collegata in rete con il sistema delle Biblioteche nazionali.
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