Tra le "strane chiese" di Roma ci sono anche le chiese che sono "in pericolo". E la "stranezza", in questo caso, risiede nel fatto che nessuno sembra avvertire la necessità di intervenire e impedire che questi edifìci, carichi di storia, di arte e di profondo significato religioso, soccombano allo scempio degli uomini e del tempo. Succede così che un edificio come la basilica di Sant'Agostino a Campo Marzio, che tra l'altro ospita le reliquie di Santa Monica, madre di Sant'Agostino, e opere d'arte che portano la firma, tra gli altri, di Raffaello Sanzìo, Ca-ravaggio, Bernini, Guercino e Vanvitelli, versi in condizioni crìtiche e sia a tutt'oggi solo parzialmente agibile. Il grido d'allarme e stato lanciato già nel novembre 2005; ci sono stati nel tempo diversi crolli che hanno interessato varie parti della Chiesa, a partire dalla cupola che sovrasta l'altare, e soprattutto ci sono parecchi segni (accertati anche dai monitoraggi) di preoccupanti crepe e di cedimenti strutturali che denotano evidenti problemi statici, tanto che è stata addirittura messa in discussione la possibilità di effettuare in sicurezza i lavori di ripristino della stabilità. I responsabili della basilica si sono attivati presso le varie autorità locali e nazionali competenti, ma, con la solita scusa della mancanza di fondi, finora non è stato fatto nulla. Che fare, allora? Lasciare che Sant'Agostino crolli un poco alla volta? O aspettare la catastrofe finale, quando, in un profluvio di calcinacci e polvere, sia inghiottita per sempre una testimonianza tanto importante della nostra storia? Per poi piangere, davanti alle macerie, e parlare dell'ennesima prova dell'incapacità italiana di provvedere ai propri tesori? No, sono prospettive troppo inquietanti. E allora ecco che è stato pensato di far nascere di un Comitato di parrocchiani e di amici che provano a impedire l'epilogo di quella che, per ora, è una lenta agonia. Insomma, la gente non cista a vedere morire la "sua"basilica e dunque, insieme al parroco, lancia l'operazione «Adotta la Basilica di sant'Agostino». «L'abbiamo ideata», spiega il parroco padre Bernardino, «per far conoscere e sensibilizzare l'opinione pubblica su questa situazione grave, clw minaccia un autentico patrimonio d'arte e di fede. Contemporaneamente, avvieremo una raccolta di fondi per i lavori di restauro, visto che dagli organi pubblici competenti non abbiamo praticamente ottenuto nulla». Padre Bernardino tratteggia la vita di questa parrocchia "particolare", «a cui manca l'aspetto di comunità viva e operante, per quel che riguarda i parrocchiani residenti, del quartiere, ma che invece conserva una vita mollo intensa di centro di preghiera, di devozione - qui si trovano le reliquie di Santa Monica e l'effigie della Madonna del Parto - di liturgia». Un centro di grande spiritualità, dunque, nel solco della più profonda "lectio" agostiana. Qualcosa che non si può permettere di lasciar sparire in un vortice di incuria e di indifferenza.
Strane chiese. Nessuno interviene per salvare dal degrado la basilica di S. Agostino
La basilica di Sant'Agostino a Campo Marzio, a Roma, è in pericolo di crollo a causa di problemi strutturali e di mancanza di fondi per i lavori di restauro. La chiesa, che ospita opere d'arte di artisti famosi come Raffaello, Caravaggio e Bernini, è stata oggetto di diversi crolli e segni di crepe e cedimenti strutturali. I responsabili della basilica hanno cercato di sollevare l'attenzione delle autorità locali e nazionali, ma senza successo. Un gruppo di parrocchiani e amici ha deciso di lanciare un'operazione per adottare la basilica e sensibilizzare l'opinione pubblica sulla situazione.
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