VIAREGGIO. Un grido d'allarme che parte da Torre del Lago, la frazione dedicata al maestro Giacomo Puccini dove nel 2008 vedrà la luce il nuovo Teatro della musica che non piace a Italia Nostra. Allarme perché «tutta la fascia costiera toscana è attaccata in maniera selvaggia dal cemento», come spiega Nicola Caracciolo, che dell'associazione ambientalista è presidente regionale. A partire proprio dalle torri che si innalzano dal palcoscenico sul lago di Massa-ciuccoli e che Carlo Ripa di Meana, presidente nazionale di Italia Nostra, boccia come «degne di un cementificio» un minuto prima di invitare Comune e Regione a trovare il modo di «buttarle giù». Dal canto suo, Caracciolo non risparmia neppure l'assessore regionale Riccardo Conti. «Con lui - continua Caracciolo - abbiamo un rapporto molto cortese... ma onestamente non abbiamo ottenuto molto. Nonostante da anni cerchiamo di avviare un dialogo con la Regione e le autorità locali. Perché il territorio non può essere salvaguardato altrimenti». Torre del Lago e le acque del Massaciuccoli (da ieri al 30 posto nella classifica dei luoghi da tutelare redatta dal Fondo dell'ambiente italiano) sono così malate - è stato ricordato a più voci - «che vi si trovano metalli pesanti in gran quantità e alghe cancerogene». Un elemento, lo stato di salute del lago, presente nel ricorso al Tar che nel 2004 Rifondazione comunista presentò per sollecitare un parere "terzo" su «gare, incarichi e consulenze varie», come ha ricordato nel corso della conferenza stampa di ieri la capogruppo in consiglio comunale, Rossel-la Giusti. Perché la nuova struttura da 3.200 posti - fortemente voluta dal sindaco Marco Marcucci e dalla sua giunta in opposizione all'ipotesi di speculazione edilizia sulla penisola delle Torbiere - è stata sì concepita con l'ausilio di "padri" illustri (i diversi progetti degli architetti Portoghesi, Riani e Insolera), ma vedrà la luce per opera dei tecnici in forza al Comune di Viareggio. «Ci colpì fin dall'inizio - ha ricordato Simonetta Puccini, nipote del maestro, da sempre voce critica sul progetto - dove volevano posizionare il nuovo teatro». Che andava fatto - le fanno eco gli architetti Roberto Mannocci e Sara Cittì per Italia Nostra della proyincia di Lucca - «ma non così a ridosso dell'acqua e neppure con quella platea così grande che non si giustifica». Cemento, torri che interrompono il paesaggio del lago, l'intero palcoscenico che fende l'acqua: «Non si può andare avanti con queste forme di distruzione», è il giudizio di Nicola Caracciolo sulle caratteristiche peculiari del complesso progetto. Immediata la replica del sindaco Marcucci, in difesa «di una struttura straordinariamente bella». Per quanto riguarda le torri «sono un aspetto della tecnologia di un teatro», ma - assicura Marcucci -«sono in corso sforzi da parte della Fondazione Festival puc-ciniano per mitigarne l'impatto». Il presidente, Manrico Ni-colai, fornisce i dettagli tecnici: «A teatro pronto nel 2008 -spiega - partirà un secondo lotto di interventi. Relativi a un sistema innovativo di acustica e alla copertura del palcoscenico attraverso un reticolo di cavi. Alla fine, insomma, le torri non si vedranno più». Per finanziare la realizzazione dei due progetti - confermasi». L'ultima parola è per il giudizio espresso dai vertici di Italia Nostra: «Brutte le torri?», commenta Marcucci: «È un'opinione di Ripa di Meana. Insensata».