Riscoperto un gioiello del Rinascimento lombardo: in un anno ventisettemila visitatori hanno potuto ammirare la chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore in corso Magenta 15. Sono passati dodici mesi da quando è partita l'iniziativa "Volontari della cultura", promossa del Touring Club, che ha permesso la riapertura di quello che un tempo era sede del più importante monastero femminile dell Ordine Benedettino in città. E così una fiumana di milanesi, turisti e appassionati di arte è potuta accorrere ad ammirare uno di quei capolavori rimasto per troppo tempo nascosto. La chiesa, attribuita a Gian Giacomo Dolce-buono, presenta una facciata divisa a tre piani da lesene, un motivo che si ripete sul fianco sinistro. Ma il vero spettacolo è al suo interno: un'unica navata e le pareti completamente rivestite da affreschi di Bernardino Lui-ni e altri pittori lombardi del primo Cinquecento tra i quali Simone Peter-zano, noto per essere stato il maestro del Caravaggio, Antonio Campi e Piazza di Lodi. Affreschi che adornano anche il coro e l'adiacente chiostro delle monache e rappresentano uno dei più importanti cicli pittorici del Rinascimento lombardo. Tanti tesori ma tutti nascosti: anche dopo il restauro del 2004 la chiesa di San Maurizio, infatti, ha continuato a restare aperta ai visitatori solo tre mezze giornate alla settimana, la domenica mattina per la Messa e la sera sporadicamente, in occasione della rassegna «Musica dei deli». Il motivo? Mancanza di personale: quello messo a disposizione dal Comune non poteva fare di più. Ed è qui che è intervenuto il Touring Club con i suoi cinquanta "Volontari della cultura". Obiettivo: rendere possibile l'apertura dal martedì al sabato dalle 9 alfe 13 e dalle 14,30 alle 17,30. Il progetto, suggerito anche dai messaggi dei cittadini, è nato dalla collaborazione fra il Touring club italiano, la parrocchia di Santa Maria alla Porta, il museo Archeologico e la direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici delta Lombardia. (LSol.)