IL CASO La Russa: chiediamo la proroga. Ma Forza Italia sta con gli immobiliaristi Di nuovo a rischio il futuro del teatro Nuovo. Alla vigilia della discussione al Senato sul disegno di legge sugli sfratti, vacilla laccordo nella Casa delle libertà sullemendamento presentato da An, già approvato dalla Camera, che prolunga i contratti degli immobili destinati «allesercizio di attività teatrali». Quello che il leader del partito di Fini Ignazio La Russa aveva definito poche settimane fa «una vittoria per lItalia e per Milano, che non farà chiudere il teatro Nuovo». Ora sembra che Forza Italia ci stia ripensando, convinta dalle pressioni della lobby degli immobiliaristi. E in fiduciosa attesa cè Giuseppe Statuto, che ha già annunciato di voler realizzare cinquanta negozi al posto del teatro dove recitarono, tra gli altri, Totò, Edurardo De Filippo, Alberto Sordi, Walter Chiari e Liza Minnelli. Un vero schiaffo per il vicesindaco Riccardo De Corato, autore dellemendamento con lex presidente della commissione Giustizia Antonino Caruso. E per lassessore Maurizio Cadeo, che si era detto pronto a dare battaglia per difendere il Nuovo. «Sarebbe un vero tradimento - sbotta Ignazio La Russa -. È vero che ci sono state pressioni di chi pensa che si potrebbe bloccare tutto il progetto, ma noi confermiamo il nostro emendamento». Il senatore di Forza Italia Giorgio Straquadagno, per il momento, si limita ad ammettere che effettivamente sugli sfratti «laccordo non cè». Domani il Senato inizierà lesame del disegno di legge, che ha già fatto andare su tutte le furie Confedilizia e che prenderà il posto del decreto legge del governo che fu bocciato dallaula di palazzo Madama. Nel caso del teatro Nuovo, lemendamento Caruso prevede la proroga della durata del contratto daffitto, scaduto il 30 giugno 2006, da sei a nove anni, oltre al diritto a unulteriore proroga, che salta solo in caso di morosità. Decisamente troppi forse per chi conta di trasformare al più presto quei quattromila metri nel nuovo Harrods italiano.