ROMA - Si è concluso con una lettera-appello al ministro Rutelli in favore del soprintendente di Pompei Pier Giovanni Guzzo il convegno romano sullultima campagna di scavi nella città vesuviana. Ai primi di dicembre Guzzo si era dimesso, dopo la conferma del direttore amministrativo, ma poi era stato contattato dal ministro e aveva ritirato le dimissioni. Rutelli aveva promesso un intervento per risolvere la drammatica situazione in cui versa la Soprintendenza di Pompei, quasi ai limiti dellingestibilità, nonostante il sito sia visitato da due milioni e mezzo di persone lanno e sia tornato a essere un grande laboratorio di ricerca archeologica (come ha dimostrato il convegno romano, concentrato sulla scoperta di una Pompei arcaica). Ma da allora non è accaduto nulla. Nella lettera si sottolinea «lapprezzamento per lo straordinario lavoro di direzione, coordinamento e impulso scientifico che caratterizzano la gestione di Guzzo». E quindi ci si augura «che tale attività, fondamentale per il futuro della tutela e della conoscenza di un patrimonio inestimabile quale quello delle antiche città vesuviane, possa continuare», auspicando «una sollecita soluzione dei problemi che sono emersi negli ultimi tempi». La lettera è firmata da grandi personalità dellarcheologia italiana e straniera (fra gli altri, Adriano La Regina, Ida Baldassarre, Fausto Zevi, Stefano De Caro, Filippo Coarelli, Fabrizio Pesando, Emmanuele Curti, Maria Paola Guidobaldi, Anna Paola Zaccaria, Dieter Mertens, Florian Seiler, Andrew Wallace-Hadrill, Paavo Castrén, William van Andrigen).