ItaliaOggi Sette - Quesitario - Beni culturali, 522007 Scrivo nuovamente per avere aggiornamenti riguardo a un articolo scritto da Rutelli su un giornale straniero. Cos'è e quali novità fornisce nell'ottica della vicenda? D.C. Risponde Matteo De Donatis Il lettore si riferisce alla nota questione fra il Getty museum e l'Italia per la restituzione di opere d'arte ritenute trafugate o acquistate illegalmente dal museo americano. Abbiamo già analizzato la questione nei sui aspetti principali sugli scorsi numeri del Quesitario', nel mese di dicembre 2006, cui rimando. In particolare l'ultima novità citata dal lettore è l'articolo scritto dal ministro Rutelli e pubblicato il giorno 17 gennaio 2007 sulle pagine del Wall Street Journal. Il titolo dell'articolo, nella versione europea, è stato quello di Italia vs Getty' (col quale abbiamo appunto intitolato il nostro quesito) che appare quanto mai sintetico ed eloquente allo stesso tempo. Il testo scritto dal ministro ribadisce la volontà ferrea dell'Italia di riappropriarsi dei 46 capolavori d'arte antica, già segnalati al Getty. Il ministro prosegue sottolineando l'impossibile eventualità che l'Italia rinunci a chiedere e riavere ciò che è suo: inoltre aggiunge che anche l'Archaeological Institute of America, dalla metà degli anni '90, ha varato una nuova linea di attenzione e cura nei confronti della verifica delle provenienze delle opere d'arte antica. Ancora Rutelli precisa il differente comportamento di altri importanti musei americani: il Museum of Fine Arts di Boston e il Metropolitan Museum of Art di New York, con particolare riguardo all'atteggiamento del museo di Boston con il quale è stata conseguentemente avviata una collaborazione che ha portato a splendid Eirene from Rome on exhibition in Boston thanks to a long-term loan' (il riferimento è alla statua proveniente da Palombara Sabina che rimarrà in esposizione a Boston per svariati anni). Successivamente si precisa che il Getty ha già ricevuto da alcuni mesi una attenta documentazione (redatta da esperti, archeologi, legali e nuclei appositi dei carabinieri) e che tuttora sta prendendo tempo. Infine il riferimento al fondatore del museo, John Paul Getty, il quale, prima di morire, dichiarò di non voler acquisire le opere senza chiara provenienza o certificati inoppugnabili e la frase riassuntiva del pensiero del ministro: This is not a legal question, but a question of ethics'. Le frasi conclusive fanno anche riferimento a una mano tesa nei confronti del museo americano, nella speranza di poter aprire una nuova fase di collaborazione e scambi culturali (sul modello già visto in relazione al museo di Boston).