L'Osservatorio Vesuviano ancora non lo sa. Il bradisismo, ossia il sollevamento e l'abbassamento della terra che si credeva fenomeno esclusivo di Pozzuoli, ha invece caratterizzato gli ultimi cento anni di vita di Ercolano. È la prima volta che emerge nell'area vesuviana questa speciale attività della Terra, scoperta un paio di mesi fa dal geologo Aldo Cinque dell'Università di Napoli che ha lavorato in collaborazione con l'archeologo Domenico Camardo del Packard Humanities Institute. Lo studio geologico ha chiarito la natura e le caratteristiche meccaniche dei terreni su cui fondarono gli edifici nella porzione più meridionale dell'antica città, utilizzando anche dati paleotopografici e stratigrafici provenienti da saggi archeologici editi e inediti. Nei cent'anni precedenti l'eruzione del Vesuvio, insomma, Ercolano si è alzata e abbassata di sette metri. Questa è una delle novità emerse dai tre giorni del convegno internazionale «Nuove ricerche archeologiche nell'area vesuviana, scavi 2003-2006», organizzato a Roma a Palazzo Venezia dalla Soprintendenza Archeologica di Pompei per confrontare e fare il punto sui risultati delle ricerche e degli scavi condotti da 48 equipe scientifiche internazionali che nell'area da una decina di anni stanno lavorando sulle testimonianze della realtà pre-romana. Nuovi approcci, nuovi punti di vista, e nuove ipotesi. Tra le questioni che hanno tenuto vivo maggiormente il dibattito, quella legata alla presenza di un porto militare a Pompei, immediatamente fuori porta Marina. Se il gruppo di lavoro dell'Università di Ginevra considera «definitivamente chiusa» la questione escludendo la presenza di acqua nel terreno, altre tesi sostengono il contrario perché all'epoca, parliamo del I secolo a.C., i porti militari, cosiddetti Navalia, sorgevano anche lontano dal mare fungendo da rimessa per le navi militari portate in secco. A che cosa serviranno tutte le ricerche presentate a Roma? Quali sono stati gli elementi maggiormente determinanti per fare passi avanti nella conoscenza pre-romana di Ercolano e Pompei? Nell'intervento di chiusura, il soprintendente Pier Giovanni Guzzo spiega che l'abbondanza di spunti non consente un facile riepilogo a caldo. Si è raffinata la cronologia degli eventi, si sono determinati con maggiore chiarezza alcuni punti oscuri, «ma l'aspetto che più mi preme - dice Guzzo - è l'uso di questi materiali per una funzione che progressivamente si diffonda sempre più nelle coscienze e nelle conoscenze comuni. Divulgare queste novità significa far entrare nel sentimento comune, l'attenzione agli attori, agli esseri umani che qui hanno abitato, vissuto». Porta la data di ieri, infine, la lettera che tutti gli studiosi hanno indirizzato al ministro per i Beni e le attività culturali, Francesco Rutelli, per manifestare solidarietà a Guzzo, che dal 14 dicembre scorso attende risposte circa i problemi di gestione dell'attività; problemi che lo portarono a dimettersi il 4 dicembre. Rinnovando «stima e apprezzamento per lo straordinario lavoro di di direzione, coordinamento e impulso scientifico (), si augurano che tale attività, fondamentale per il futuro della tutela e della conoscenza di un patrimonio inestimabile quale quello delle antiche città vesuviane, possa continuare, e auspicano una sollecita soluzione dei problemi che sono emersi negli ultimi tempi in merito alla direzione della Soprintendenza Archeologica di Pompei». Ora, su Pompei, la parola passa a Rutelli.
IL CONVEGNO DI ROMA Prima del Vesuvio Ercolano colpita dal bradisismo
L'Osservatorio Vesuviano non conosce ancora se il bradisismo, il sollevamento e l'abbassamento della terra, è stato un fenomeno esclusivo di Pozzuoli o anche di Ercolano. Il geologo Aldo Cinque ha scoperto che Ercolano si è alzata e abbassata di sette metri nei cent'anni precedenti l'eruzione del Vesuvio. Questa è una delle novità emerse dai tre giorni del convegno internazionale Nuove ricerche archeologiche nell'area vesuviana. Il convegno ha confrontato e fatto il punto sui risultati delle ricerche e degli scavi condotti da 48 equipe scientifiche internazionali.
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