Anfore di epoca romana e vasi di pregevole fattura, risalenti probabilmente al II secolo a.C., sono stati recuperati dagli agenti del XIII Commissariato che hanno bloccato a Ostia, un uomo di 43 anni, P.S., che nel portabagagli della sua station wagon trasportava anfore e reperti archeologici. Le indagini sono partite dal recupero del «ceppo marmoreo» diretto in Spagna di qualche mese fa, un ritrovamento che ha scoperchiato una vasta attività di contrabbando di opere d'arte sul territorio. Le anfore recuperate, ritenute autentiche a una prima verifica, sarebbero di inestimabile valore storico e archeologico. L'uomo, già pregiudicato per reati specifici contro il patrimonio e contrabbando di opere d'arte, era tenuto d'occhio dalla polizia da tempo. Gli uomini del vice-questore Rosari Vitarelli erano infatti sulle tracce di una banda di trafficanti di opere d'arte e in particolare, avevano ricevuto notizia di un trasporto di materiale archeologico che avrebbe dovuto aver luogo a giorni. Ieri, dopo lunghi appostamenti e controlli, il blitz. Gli agenti hanno fermato l'uomo, di professione antiquario, mentre stava percorrendo via di Acilia. All'interno dell'auto, imballati e pronti probabilmente per essere spediti o trasbordati in un'altra auto, le anfore e i vasi. Il materiale recuperato è stato consegnato alla Sovrintendenza di Ostia Antica per le verifiche del caso sulla sua autenticità e anche per stabilire la possibile provenienza furtiva. Secondo la polizia, che sta cercando di risalire ai vertici dell' organizzazione, sul litorale opererebbe da tempo una banda di «tombaroli» specializzata nel traffico e vendita di materiale archeologico, sottratto da tombe etrusche o da aree archeologiche dell'alto Lazio.