A una settimana esatta dalla sua presentazione, il programma triennale di mostre della Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze fa già discutere. Illustri critici, organizzatori di mostre e storici dell'arte hanno espresso il loro giudizio sul calendario, a un mese dal suo esordio ufficiale con l'esposizione dedicata a Cézanne. Tra i vari pareri emerge un dato comune: la carenza di un evento che potesse dar spazio alla contemporaneità. Forse un po' più di coraggio non avrebbe guastato, anche perché difficilmente un programma del genere potrà catturare la scena internazionale, nonostante gli alti investimenti. Annualmente, infatti, la Fondazione Palazzo Strozzi avrà a disposizione un budget di ben 7 milioni di euro, una cifra considerevole se confrontata a quella di altre realtà. In pratica 21 milioni di euro che l'organismo utilizzerà, in tre anni, per vivere e produrre 6 mostre, perché la settima, dedicata a Cézanne, è promossa e prodotta dalla Cassa di Risparmio di Firenze. E curiosamente, nei giudizi degli intervistati, risulta anche quella più geniale. Comunque sia, scortiamo il programma varato una settimana fa e anticipato proprio sulle pagine de il Giornale della Toscana. Il primo appuntamento è previsto per il 2 marzo, appunto, con «Cézanne a Firenze», che si chiuderà il 29 luglio. In mostra cento opere (tra cui una trentina di dipinti del genio di Aix-en-Provence) per raccontare l'avventura culturale di due collezionisti americani, Egisto Paolo Fabbri e Charles Alexander Loeser, che nei primi del Novecento raccolsero nelle loro dimore fiorentine, in controtendenza con il clima estetico del tempo, decine di dipinti di Cézanne contribuendo alla sua all'affermazione. Da ottobre 2007 a gennaio vi si terrà «La moda cambia la moda», in collaborazione con Pitti Discovery, mostra dedicata alla moda femminile degli anni 80 e 90 con oltre cento abiti esposti provenienti dalla collezione permanente del County Museum of Art di Los Angeles. Tre gli appuntamenti del 2008. In primavera «Celeste Impero» sull'arte cinese tra il 618 ed il 907 dopo Cristo, mostra dedicata ai capolavori dell'epoca Tang che doveva essere allestita a Milano ma che è stata dirottata a Firenze. Da luglio a settembre sarà di scena «Dipingere la luce», 60 capolavori per raccontare tecniche, trucchi e segreti dei maestri dell'Impressionismo. Quindi in autunno «Donne al potere», mostra curata da Clarice Innocenti e dedicata agli arazzi creati per due fiorentine regine di Francia, Caterina e Maria de' Medici. Infine gli appuntamenti del 2009, anno di Galileo. E' prevista una grande mostra storico-scientifica e interattiva intitolata «Macrocosmo» curata da Paolo Galluzzi: la rappresentazione dell'universo dagli antichi all'invenzione del cannocchiale che coprirà primavera ed estate. In autunno invece «Dolci Inganni», ovvero l'arte del trompe l'oeil dall'antichità al contemporaneo, appuntamento espositivo curato da Annamaria Giusti. Su questo programma hanno espresso giudizi quasi tutti gli intervistati. Si sono astenuti solo Giorgio Bonsanti (ultimo presidente di Firenze Mostre) e monsignor Timothy Verdon, dirigente dell'ufficio della catechesi attraverso l'arte della Diocesi fiorentina. Il prelato ha preferito non commentare «tutte le variegate realtà del mondo culturale fiorentino». PHILIPPE DAVERIO (critico d'arte) Bene lasciar fuori il contemporaneo. Rassicurante la visione globale Con tutti quei soldi la Fondazione Palazzo Strozzi deve far faville e trovo geniale l'idea che sta alla base della mostra su Cézanne. Riguardo la mostra «Celeste impero» sull'arte cinese, mi pare ottima l'idea di affidarsi a degli organizzatori che sono dei professionisti. Le altre mostre hanno dei titoli curiosi ma andranno giudicate in base ai contenuti. Per quanto riguarda la mancanza di un evento dirompente di arte contemporanea, credo sia giusto sottolineare che non si tratta di iniziative che si comperano in farmacia. In tal senso i fiorentini hanno fatto bene a non inserire alcun evento di arte contemporanea perché per i prossimi tre anni non ce n'è uno qualitativamente all'altezza. Quindi, come un bravo giocatore di poker, meglio passare la mano. Fare diversamente avrebbe costituito un rischio inutile. Per quanto riguarda la mostra sugli impressionisti, spero solo che i fiorentini siano più abili dei bresciani, per il resto la visione di globalità che emerge dai titoli in cartellone, mi sembra rassicurante. MARILENA PASQUALI (curatrice mostre) Programma per niente innovativo Il Ventesimo secolo è assente. Il programma della Fondazione Palazzo Strozzi mi pare ampio e ambizioso. Tuttavia valutando ogni singola proposta, a parte la mostra su Cézanne, tra le altre mi pare che non ci sia niente di rivoluzionario né di particolarmente innovativo. Mi sembrano titoli di esposizioni belle, serie, però mi aspetto qualcosa dedicato all'arte del secolo. Questa non c'è: nel programma della Fondazione fiorentina si passerà da Cézanne al digitale delle mostre alla Strozzina, lasciando dei pericolosi vuoti in mezzo. ACHILLE BONITO OLIVA (critico d'arte) Non attrae e manca l'attualità. Firenze è soltanto celebrativa E' un programma molto generico, con mostre che arrivano a Firenze perché dirottate per l'incapacità municipale di altre città. Manca qualche mostra che la caratterizzi: Camarlinghi (che fu presidente di Firenze Mostre tra il 2001 e il 2004, era riuscito a trovare l'equilibrio tra classico e contemporaneo. Qui invece manca l'attualità, capace di dare alla città una certa verve; Firenze sta diventando celebrativa e basta. Ha ormai perso ogni tensione sperimentale capace di aggregare pubblico giovane. E' un programma generico, incapace di attrarre. VITTORIO SGARBI (critico d'arte) Un calendario non eccitante. L'idea più intrigante è Cézanne Un programma interessante ma non eccitante. Mi dispiace fare osservazioni sul lavoro degli altri ma noi lavoriamo con attività frenetica avendo a disposizione non sette, bensì un solo milione di euro. L'idea più intrigante del programma varato dalla Fondazione Palazzo Strozzi mi pare sia quella dedicata ai due collezionisti di Cézanne, gli altri non mi sembrano eventi espositivi epocali. E quel che mi dispiace di più è che nella programmazione non si fa nessun riferimento all'arte antica né ad altre iniziative che abbiano una particolare attrattiva, come "Nati sotto il segno di Saturno", la mostra su arte e follia, la cui idea era nata a Firenze mentre l'esposizione si terrà al Santa Maria della Scala di Siena e poi a Milano. A parte Cézanne, non vedo iniziative con forza dirompente e per questo valuterei la possibilità di fare a Firenze delle cose insieme a Milano, magari attraverso un gemellaggio. FRANCO CAMARLINGHI (ex Firenze Mostre) Non più eventi sui grandi autori. Nessuna proposta sui classici Dai titoli si giudica male. Mi pare un programma eclettico che, comunque, va verificato. Tuttavia mancano le proposte legate all'arte classica e al contemporaneo. E' chiaro che non è stato proseguito il filone del passato che prevedeva eventi dedicati ai grandi autori. Dopo Botticelli e Filippino, infatti, avrebbero seguito le mostre su «La scuola del mondo" dedicata alla committenza nel periodo della Firenze repubblicana, e poi «Gli Strozzi a Palazzo Strozzi». Ribadisco che si tratta di un programma eclettico, da società di mostre. ANTONIO NATALI (direttore degli Uffizi) Positivo lo sguardo all'antico. Mi aspetto mostre su '500 e '600 Il programma delle mostre mi pare buono anche se, per giudicarle effettivamente, occorrerà valutarne bene i contenuti. Giudico positivamente la scelta della mostra dedicata agli arazzi sì da considerare anche l'arte antica, così come giudicherei positivamente se in futuro venissero organizzate esposizioni dedicate ad artisti del '500 e del '600 poco conosciuti. Sto pensando a ciò che abbiamo fatto alcuni anni fa per Jacopo da Empoli. Un'iniziativa del genere a Palazzo Strozzi renderebbe omaggio al grande pittore, impreziosendo il programma della Fondazione. Un programma interessante ma non eccitante. ci DVadest,ldGoppoTo5s).RosroFort (tVlNateddGncppoRocmFor5,ot,ls) Frznnoic - MesclB5taddnnlndeIGncppoPpr).t,sopoMmzn (Addnli.rsnnbFiiareCaoppo5ng,n) qualitativamente 4lnvoluzLonario c'ènei SOCI FONDATORI Comune di Firenze, Provincia di Firenze, Camera di Commercio, Banca Cassa di Risparmio di Firenze PRESlDENTE Lorenzo Bini Smaghi (Membro dei Comitato Esecutivo della Banca Centrale Europea) CDA Cristina Acidini Luchinat (soprintendente del polo museale fiorentino), Enzo Cheli (Presidente del Vieusseux), Diego Della Valle (presidente del gruppo Tod's), Rocco Forte (Presidente del gruppo Rocco Forte Hotels), François Henri Pinault (Presidente del gruppo Ppr), Jacopo Mazzei (ad del settore immobiliare Gruppo Frigeri) DIRETTORE GENERALE James Bradburn, architetto, museologo CONSIGLIO D'INDIRIZZO Antonio Paolucci (presidente), Paolo Leon (ordinario di Economia pubblica Università di Roma), Henri Loyrette (presidente direttore del museo del Louvre) , Maria de Peverelli Luschi (curatore di collezioni private a Londra e Zurigo), Christoph Vitali (presidente della Fondazione Beyeler) AZIENDA ASSOCIATE Ferragamo Finanziaria (Spa), Fingen, Gucci Group, Rocco Forte Hotels, Intesa SanPaolo, The Boston Consulting Group, Banca Toscana, Eni, Nuovo Pignone
Giornale della Toscana
2 Febbraio 2007
✓ Entità verificate
Fondazione Cultura: è davvero Rinascita?
MA
Marco Ferri
Giornale della Toscana
Artista / Persona
Bene culturale
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