Lopposizione dei comitati al maxi-progetto del municipio Uno scempio a 150 metri dallAcquedotto Raccolte 6500 firme di protesta Previsti 137 mila metri cubi di palazzi lunghi 70 metri e una torre alta sei piani Il minisindaco Roberto Mastrantonio: "Non si può non costruire, ma tuteliamo lambiente" Pino Battaglia: "Pronti a discutere su tutto, ma le costruzioni dovranno essere realizzate" Cè chi si oppone drasticamente alla costruzione di palazzi e negozi commerciali nel parco dellAcquedotto Alessandrino. E chi invece, con qualche riserva, sostiene che potrebbe essere unoccasione per valorizzare e riqualificare la zona. «Questa colata di cemento spiega Anna Candelotti, presidente del comitato di quartiere lAcquedotto Alessandrino - rovinerebbe tutta larea. Se questo è ciò che si intende con riqualificazione delle periferie allora noi siamo disposti a lottare, prima con il dialogo poi con le manifestazioni. È uno scempio in mezzo al parco a 150 metri dallAcquedotto». Parole forti per esprimere tutto il no alla realizzazione dellinsediamento che porterebbe tremila nuovi residenti. Un totale di 137 mila metri cubi di palazzi da sei piani lunghi 70 metri, alcuni negozi - il centro commerciale da 45 mila metri quadri inizialmente previsto è stato eliminato - e una torre che dagli iniziali otto piani è passata a sei. «Abbiamo rassicurato i cittadini spiega Roberto Mastrantonio, presidente del VII municipio e faremo tutto il possibile per il rispetto dellambiente, ma non è possibile non costruire». Una linea che si sposa con quella portata avanti da Pino Battaglia, ora consigliere comunale, ma presidente del municipio VII da 1994 al 2001, residente nella zona. «Comprendiamo le esigenze dei abitanti, ma quellarea è edificabile in base al Piano Regolatore approvato nel 1965. Noi abbiamo solo aggiunto 20 mila metri cubi dalla compensazione di Monte della Coccia». E prosegue: «Siamo riusciti ad ottenere la ristrutturazione di due casali abbandonati che saranno restituiti ai cittadini e un nuovo asilo nido. E comunque siamo pronti a confrontarci nuovamente con residenti e comitati sulla progettazione e sulla viabilità. Ma le costruzioni dovranno essere realizzate». Qualcuno ha proposto un "documento di opposizione e osservazione". È il caso del comitato di quartiere Alessandrino. «Diciamo no ai palazzi alti sei piani, al massimo possono raggiungere i quattro dice Angelo Pandimiglio, del comitato di quartiere Alessandrino . Le aree interrate potrebbero diventare dei parcheggi. La viabilità non deve interferire con il cuore del quartiere, ma comunicare solo con via di Tor Tre Teste». Non solo. Il comitato, attraverso una petizione, ha raccolto 6500 firme per la realizzazione di un centro culturale integrato della città Alessandrina. Accanto ai palazzoni, la proposta di realizzare un centro dorientamento, uno musicale, una piscina e una palestra terapeutiche. «Non possiamo impedire ledificazione continua Pandimiglio ma questa iniziativa, insieme alla realizzazione di una pista ciclo-pedonale, può rilanciare e far rinascere il nostro quartiere».
Parco Alessandrino, no al cemento
Il comitato di quartiere dellAcquedotto Alessandrino si oppone drasticamente alla costruzione di palazzi e negozi commerciali nel parco dellAcquedotto. Il progetto prevede 137 mila metri cubi di palazzi da sei piani lunghi 70 metri, una torre alta sei piani e un centro commerciale da 45 mila metri quadri. Il minisindaco Roberto Mastrantonio afferma che non si può non costruire, ma tutelare lambiente. Pino Battaglia, presidente del municipio VII, sostiene che le costruzioni dovranno essere realizzate, ma è pronto a discutere sulla progettazione e sulla viabilità.
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