Iniziate ieri le prime demolizioni per trasformare larea secondo il progetto di Koolhaas Tra un mese al via i sondaggi archeologici Veltroni: "La più grande operazione di recupero a Roma dal dopoguerra" Le ruspe hanno iniziato da alcuni giorni le demolizioni allinterno dei vecchi Mercati generali. E quando tra un mese, andato a segno lultimo colpo di benna, la polvere dei calcinacci si sarà posata sui 44mila metri quadri dellarea sullOstiense dove deve sorgere la Città dei Giovani progettata dallarchitetto Rem Koolhaas, gli operai lasceranno il posto agli esperti di archeologia: gli archeologi veri e propri, che inizieranno i saggi per trovare sotto le macerie, e al fianco della via che portava a Ostia, sepolcri o case dellantica Roma; e i restauratori dellarcheologia industriale, che dovranno ridare forma e dignità ai padiglioni di inizi Novecento tutelati dalla soprintendenza. «Innanzitutto smonteremo e schederemo i cancelli e le vetrate, per poi rimontarli a restauro avvenuto» spiegava ieri Andrea Caporlingua, amministratore della Cogeim che, in tandem con la Lamaro, sè aggiudicata lappalto per la costruzione del centro polifunzionale. Nelledificio a ferro di cavallo con al centro una cisterna in cemento (deposito dacqua che sarà salvato, come gli altri presenti nellarea) sorgerà la Città dei Sapori, con due centri gastronomici. Mentre, dove adesso ci sono i padiglioni Nuovi ittici, strutture del secondo '900 che stanno per essere abbattute, verrà costruita lArena dello sport e della cultura, uno spazio per 6000 spettatori di concerti o gare sportive. Ad andare in frantumi per lasciare il posto a una grande Mediateca, alle Terme moderne (struttura per il fitness e il nuoto) ma anche a servizi per il quartiere (biblioteca, centro anziani e asilo nido), saranno gli edifici più recenti e gli stand abusivi. Finite le demolizioni, via ai lavori (per un valore di 230 milioni, 150 dei quali per la parte edilizia) che, «in tempi non biblici, entro qualche anno», daranno forma a quella che il sindaco Walter Veltroni ieri pomeriggio, nel sopralluogo al cantiere, ha definito «la più grande operazione di recupero eseguita a Roma nel dopoguerra»: la trasformazione dei mercati da «luogo di fatica e, negli ultimi anni, di lavoro in condizioni inaccettabili, a spazio per i giovani»; in futuro, «una delle carte didentità principali della nostra città nel mondo». Lassessore allUrbanistica, Roberto Morassut, ha sottolineato come a sostegno della costruzione della futura «industria della cultura, del sapere e dello spettacolo», si sia messa in moto sullOstiense «una vera, grande fabbrica del riuso urbano». Alla quale Claudio Toti sè detto entusiasta di partecipare: «Per noi della Lamaro e della Cogeim la Città dei giovani sarà un fiore allocchiello». E ha annunciato: «Il piano con gli aggiustamenti funzionali rispetto al progetto di Koolhaas sarà pronto tra un paio di mesi». Con il definitivo in mano, gli operai potranno costruire la Città dei giovani.