Arcinemico del procuratore ma estimatore del melomane. Lassessore alla Cultura Vittorio Sgarbi, dopo anni di durissimi attacchi al magistrato Francesco Saverio Borelli, oggi auspica che diventi il nuovo presidente del Conservatorio. Persona «molto competente in campo musicale, la sua nomina non sarebbe sbagliata», dice oggi Sgarbi. Che in una lettera al sottosegretario allUniversità, Nando Dalla Chiesa, scrive: «Sono note a tutti le sue fini attitudini musicali e la sua straordinaria capacità di utilizzare i finanziamenti pubblici nello svolgimento della pregressa attività di magistrato». Il critico: negli anni 90 andavo a trovarlo a palazzo di giustizia Il direttore Taschera: vizi di forma, da rifare le designazioni ai tempi erano insulti e attacchi, anzi sgarbi quotidiani, in diretta tv, e in risposta erano querele. Adesso sono pubbliche lodi. Vittorio Sgarbi, assessore alla Cultura, plaude allipotesi che lex procuratore della Repubblica Francesco Saverio Borrelli sia nominato presidente del Conservatorio. Naturalmente lo fa nel suo stile sopra le righe, mescolando toni paradossali e serie intenzioni. «Sono note a tutti - scrive in una lettera al sottosegretario alluniversità, Nando Dalla Chiesa - le sue fini attitudini musicali e la sua straordinaria capacità di utilizzare i finanziamenti pubblici nello svolgimento della pregressa attività di magistrato». Per questo, chiude, «mi permetto di raccomandarle caldamente la luminosa figura del dottor Borrelli». Solo sarcasmo? No, spiega Sgarbi. «Trovavo sbagliata lassenza, dalla terna dei candidati, di Micheli. Credevo che fosse stato Dalla Chiesa a depennarlo. Invece lui stesso mi ha detto di essere rimasto stupito da questa mancanza. Quindi il caso Micheli è chiuso. E il caso Borrelli non esiste: è davvero una persona molto competente in campo musicale, la sua nomina non sarebbe sbagliata». Certo, cè laccenno alla capacità di utilizzare i finanziamenti pubblici quandera magistrato a ricordare che i rapporti sono stati terribili: «Per me era stato speso troppo denaro per intercettazioni inutili. Che senso ha mettere microspie per ascoltare quello che dicono Pippo Baudo e Ron? Ma gli scontri con Borrelli per la sua attività non intaccano la stima per la persona. A metà degli anni Novanta andavo anche a trovarlo a palazzo di giustizia, a discutere di temi culturali. Ne ho sempre apprezzato la competenza vera sulla musica classica e lottimo italiano. Poi i rapporti si sono interrotti quando ho alzato i toni della polemica e quando ho notato che dava del tu al teste Omega, Stefania Ariosto. Ma questo non centra con la sua competenza musicale». Quanto a Borrelli, lex magistrato ha già fatto sapere che non rifiuterebbe la nomina. Forse però la votazione per la terna (che - oltre a Borrelli - include Gerolamo Gavazzi e Fernanda Giulini) dovrà essere ripetuta: «Cè stato un vizio di forma» dice il direttore, Leonardo Taschera. E Micheli, escluso, potrebbe rientrare in gioco.