Nel mirino degli ambientalisti le quattro torri che sorreggeranno le luci e la copertura del palco Anche il tempio di Puccini diventa un caso VIAREGGIO - Altro che teatro dopera supertecnologico. Altro che casa prediletta dei melodrammi composti dal «Sor Giacomo». Per Italia Nostra la nuova arena allaperto che sta nascendo sulle rive di Massaciuccoli e che, dal prossimo anno, ospiterà il Festival Puccini di Torre del Lago «è un ecomostro». «Uno scempio» dichiara Carlo Ripa di Meana, presidente nazionale dellassociazione ambientalista che, ieri mattina, ha effettuato un sopralluogo al nascente megauditorium insieme a Nicola Caracciolo, a capo della sezione toscana: tutti e due uniti nel bocciare soprattutto le quattro imponenti torri di cemento (laltezza supera i 17 metri) che, sul palco, sorreggeranno luci e una copertura contro la pioggia. «Ricordano un cementificio» dice Ripa Di Meana, che si chiede: «Perché non costruire delle strutture effimere, smontabili al termine del festival, in modo da restituire al paesaggio almeno in parte la sua dignità?». Bocciatissime anche le dimensioni del teatro, «3500 posti in un ambiente come quello del lago sono fuori misura. Una via di mezzo tra stadio e Arena di Verona che deturperà un angolo di Versilia già ferito dai viadotti autostradali». Come intende intervenire Italia Nostra? «Portando il problema allattenzione nazionale ma, allo stesso momento, cercando una massiccia adesione nei cittadini: dalla forte protesta locale scaturiscono sempre risultati soddisfacenti - dice Caracciolo - e ancora, percorrere la strada del dialogo con gli enti locali, Comune prima di tutto» perché, aggiunge Ripa di Meana, «la grandezza di un sindaco e dei suoi collaboratori sta anche nella capacità di dichiarare un proprio errore, e dalla volontà di correggerlo». Ricorsi al Tar? Ce nè già uno, inoltrato nel 2004 da Rossella Giusti, capogruppo di Rifondazione Comunista in consiglio comunale: «Vi si denunciavano scorrettezze su come sono state condotte le gare, e si facevano rilievi sullubicazione dellarena: le rive di un lago così malato da escludere ogni intervento edilizio» dice il consigliere. E ancora in attesa di sentenza è, fino ad oggi, è lunica presa di posizione politica contro il teatro allaperto di Torre del Lago. «Italia Nostra è in clamoroso ritardo» commentano il sindaco di Viareggio Marcucci e Manrico Nicolai, presidente della Fondazione Festival Pucciniano; la disponibilità al dialogo cè, ma su un punto non si transige: la collocazione del teatro in unarea diversa da quella attuale, tesi sostenuta anche da Simonetta Puccini, nipote del compositore mentre Katia Ricciarelli, in questi giorni in vacanza a Viareggio, ricorda la difficoltà di cantare «in quellumidità che, in certe sere, si trasforma addirittura in nebbia»; dice di non voler entrare nel merito del nuovo teatro ma, a chi le mostra le foto dei lavori in corso, sussurra il suo disappunto. Le famigerate torri? «Stiamo vagliando lipotesi di affidare una copertura ad un artista, possibilmente di fama mondiale» dice Nicolai. Mentre Marcucci si chiede: «Dove erano i partiti politici e le associazioni ambientaliste quando i terreni dove sorgerà il teatro furono destinati alla costruzioni di alberghi e altri edifici che avrebbero potuto rappresentare il vero scempio? Non mi risulta ci sia stata opposizione ad unoperazione assai dubbia che la mia amministrazione ha evitato rilevando i terreni e destinandoli a ben altro utilizzo».