Lex soprintendente rivela: ho chiesto ai colleghi rimasti di chiarire al ministero che lì non deve passare COSI speciale da non potere assomigliare a niente. Né a Bordeaux, né a Brema né alle tante città europee dove il tram corre tranquillamente in centro. Firenze è così ricca di tesori darte da non sapere più se è una benedizione o un inceppo. Quello che è certo è che lex soprintendente a livello regionale, Antonio Paolucci, è netto: «La soprintendenza non può permettere che il tram passi accanto al Battistero». Paolucci ha lasciato uneredità. «Andandomene - racconta - ho fatto una raccomandazione ai soprintendenti in carica, Mario Lolli Ghetti e Paola Grifoni: di chiarire al ministero che non si può, lo ripeto, far passare la tramvia a pochi metri dalla porta doro del Ghiberti e dalla colonna di San Zanobi. Non è questione di approvare o meno che ci siano fili elettrici sospesi in aria e pali che li reggono. In quel punto la tramvia non deve proprio passare, punto e basta. Mi stupisco si possa dubitarne». Lolli Ghetti e Grifoni non si pronunziano. Ma sembra di capire che qualche problema possa sorgere nel corso della prossima riunione del comitato di settore del ministero ai beni culturali che dovrebbe tenersi entro la prima metà di febbraio e che è chiamato a giudicare del progetto di sistemazione di piazza del Duomo presentato dalla ditta costruttrice della linea 2, Peretola-piazza della Libertà, via centro. Sembrava che la discussione dovesse concentrarsi sui fili elettrici e sui pali per sorreggerli e già quella potrebbe presentare qualche trabocchetto per la tramvia. Non è un mistero, per esempio, che Lolli Ghetti, ai tempi in cui era soprintendente ai beni ambientali, avesse detto un no secco a qualsiasi passaggio di fili e relativi sostegni in piazza del Duomo. Il tram, disse, può passare solo se alimentato da terra, metodo che in Italia non è omologato. Fu poi il suo successore Valentino, a dare lokay. Allipotesi che il ministero bocci fili e pali, lamministrazione ha pensato. Ci potrebbe essere il rimedio, in quel caso, di alimentare per un tratto il tram a batteria. Non è semplice, bisognerebbe togliere spazio dalle carrozze per sistemarci le batterie che sono grosse oppure issarle sul tetto nonostante il peso che renderebbe loperazione incerta. Insomma sarebbe un intervento complesso, comunque una soluzione. Adesso però le cose potrebbero complicarsi. Se le parole di Paolucci avranno un eco e soprattutto se la sua raccomandazione verrà raccolta dagli attuali soprintendenti il comitato di settore discuterà non più solo se accettare o meno il nuovo disegno di piazza Duomo ma addirittura del passaggio del tram su quella via. Eppure il progetto in esame mostra una piazza in cui i pali non spiccano più di tanto, non cè più nessuno scalino tra marciapiedi e strada e dunque leffetto è piacevolmente allargato e soprattutto spariscono, in virtù del tram che sostituisce i bus, non solo i mastodonti arancioni, ma anche auto e motorini. Restano solo i pedoni. Un cambio che sembrerebbe vantaggioso: due tram in su e in giù regolari e sulla loro strada in cambio di una valanga di motori disordinati e rombanti, di migliaia di passaggi al giorno di ingombranti bus che fanno vibrare gli edifici attorno. Ma Paolucci non si convince: «Si levino bus e tram, le due cose non sono in alternativa. Si pedonalizzi e basta». E come si arriva in centro? «Suvvia, Firenze non è Parigi - è la risposta- Il centro finisce a piazza san Marco. Non dico di non fare la tramvia, solo di trovare un percorso alternativo».
FIRENZE. Tramvia al Duomo, no di Paolucci "La soprintendenza non lo permetterà"
Antonio Paolucci, lex soprintendente regionale, ha chiesto ai colleghi di chiarire al ministero che il tram non può passare accanto al Battistero di Firenze. Ha fatto una raccomandazione ai soprintendenti in carica, Mario Lolli Ghetti e Paola Grifoni, di chiarire al ministero che la tramvia non deve passare a pochi metri dalla porta doro del Ghiberti e dalla colonna di San Zanobi. Paolucci ha anche espresso la sua convinzione che il centro di Firenze non possa essere pedonalizzato e che bisogna trovare un percorso alternativo per raggiungere il centro.
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