Il Parco archeologico è al sicuro dagli attacchi dei tombaroli. Lo ha assicurato il direttore dell'Ente Pietro Meli. Il dibattito sulle scorrerie dei tombaroli è del resto molto attuale soprattutto dopo l'operazione dei carabinieri e dei finanzieri di Gela che hanno individuato una fitta rete di presunti «ladri della nostra memoria». Otto di loro come si sa sono della provincia di Agrigento. «L'attività dei tombaroli ha spiegato Pietro Meli dalle nostre parti è difficile intanto perché le nostre aree archeologiche non sono isolate. I tombaroli non potrebbero lavorare facilmente. E comunque non ricordo a mia memoria che sia mai accaduto che un tombarolo fosse trovato nella Valle». Ovviamente il direttore del Parco non dà alcuna indicazione specifica sulle misure di sicurezza intorno al Parco. Va però detto che per la sua estensione, ben 120 ettari, controllarlo tutto è davvero impegnativo. «I confini del Parco non sono recintati ha spiegatoMeli ma i siti più importanti sono recintati e inoltre di notte c'è un servizio di Metronotte». Una vigilanza che come ha spiegato Pietro Meli è peraltro rafforzata quando ci sono degli scavi freschi con reperti di valore. Il Parco mette in campo anche la vigilanza privata». Probabilmente comunque i tombaroli hanno già depredato Agrigento negli anni scorsi. Basta ad esempio collegarsi con il celebre sito di aste on line «Ebay.com» per trovare una specie di museo -supermercato parallelo, un San Nicola on line in cui sono esposte, con tanto di foto, descrizione e, soprattutto prezzo, moltissime monete. Il prezzo varia dai 10 euro per un trias contromarcato del IV secolo fino ai 420 euro per una moneta di bronzo. E questi sono quelli venduti da qualche italiano. Poi ci sono altri reperti venduti dall'estero, da Germania e Stati Uniti e pure dal Regno Unito. Molte delle offerte riportano comunque l'avviso secondo cui si tratta di oggetti «autentici e di lecita provenienza ai sensi delle normative vigenti (che è un decreto legge del 2004, ndr) e che «il loro acquisto non comporta nessun obbligo di denuncia alle autorità competenti in quanto sui nostri oggetti non grava nessun vincolo apposto dall'Amministrazione dello Stato, perché privi di notevole interesse artistico e storico nonché archeologico perché decontestualizzati, non essendo noto scientificamente il luogo, il momento e le circostanze del loro rinvenimento». In sostanza è il paradiso dei tombaroli che, ovviamente, non hanno alcun interesse a indicare dove, come e quando hanno trovato quella moneta o quella statuetta o quel vaso.
SICILIA. Il direttore del Parco, Pietro Meli, rassicura tutti: Da noi siti protetti
Il Parco archeologico è al sicuro dagli attacchi dei tombaroli grazie alle misure di sicurezza in atto. Il direttore Pietro Meli ha assicurato che le aree archeologiche non sono isolate e che i tombaroli hanno difficoltà a lavorare facilmente. Il Parco ha un servizio di Metronotte e vigilanza privata per prevenire le scorrerie. I tombaroli hanno già depredato Agrigento negli anni scorsi, vendendo reperti online su Ebay e altri siti. Molti dei reperti sono stati venduti con avviso di provenienza lecita e non sono stati denunciati alle autorità.
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