E la polemica accompagna gli otto giorni di tempo che separano dalla nuova gara. «Se la legge non consente al Comune di Anacapri di presentarsi alla seconda asta, sarà Capri a rilanciare l'offerta rimettendo in gioco l'intera questione»: la proposta arriva dall'imprenditore Costantino Federico, ex sindaco di Capri e attuale consigliere comunale, che precisa: «Ovviamente non dovrà essere una guerra contro il Comune anacaprese ma un'intesa tra le due amministrazioni. Tutto ciò per evitare continua Federico - che la zona più appetibile ai privati, quella che ha un fabbricato al suo interno, sfugga a un utilizzo pubblico che potrebbe diventare quel parco attrezzato di cui l'isola è priva e destinarlo ai bambini dei due centri isolani. La mia proposta conclude Federico - sarà formalizzata oggi e depositata negli uffici competenti del Comune di Capri per avviare l'accordo». Dopo che il Comune di Anacapri ha perso uno dei cinque lotti (su 52) per i quali concorreva, è dunque il Municipio di Capri che rilancia per strappare ai privati - due imprenditori romani - quell'angolo dell'isola tra i fortini e il faro, sul versante della Grotta azzurra; un pezzo di terra a picco sul mare coltivato a uliveti e vigneti. Nel frattempo si studia la procedura per trovare il modo di far concordare le volontà dei due Comuni. I pareri sono controversi: «Alla nuova gara potranno partecipare solo concorrenti che non abbiano già ottenuto una assegnazione nella prima fase», è l'interpretazione di una parte. Secondo una diversa lettura del codice di Procedura civile, invece, anche chi ha perduto può rilanciare un'offerta, «che però deve superare di un quinto l'importo già stabilito». La querelle più animata è quella che si preannunzia tra il Comune di Anacapri e gli acquirenti del lotto 31, rappresentati dall'avvocato Vincenzo Michelini, che partendo da una base d'asta di 64.950 euro hanno sconfitto il comune di Anacapri facendo battere la chiusura per l'acquisizione dell'ambito lotto a 453.000 euro che con le spese arriva a 499.000. Un impegno finanziario che il Comune non poteva sostenere avendo la possibilità di investire nell'operazione poco più di trecentomila euro. I due misteriosi acquirenti del trentunesimo lotto si sono aggiudicati così 10.180 metri quadrati di verde e poco più di 200 metri quadri di fabbricato rurale che gli anni e l'abbandono hanno ridotto a circa 80 mq di ruderi, dunque una struttura diversa da quella indicata ieri in alcune foto della zona in vendita. Un immobile che però può sempre essere ristrutturato, e sulla cui destinazione saranno i tecnici a dire l'ultima parola. Intanto, il delegato del Telefono Blu per il Sud Italia, Antonio Pariante, lancia l'allarme e chiede all'Unesco di intervenire: «Al pari delle isole Eolie e della Costiera amalfitana, l'isola di Capri deve essere posta al più presto sotto la protezione dell'Unesco per evitare ogni genere di stravolgimento paesaggistico». Il responsabile dell'associazione sottolinea che «a tutt'oggi la lista nazionale dell'Unesco annovera 41 località in tutta Italia che vanno dalla Valcamonica, alla necropoli di Siracusa, ma nulla esclude la possibilità di poter inserire altri luoghi come l'isola di Capri o tutto l'Arcipelago Campano nella World Heritage List». Il presidente del gruppo «Liberamente», Tiberio Brunetti, parla di sovraesposizione mediatica del vicesindaco di Anacapri Franco Cerrotta, e considera «fallito il suo obiettivo visto che il lotto 31, quello più importante è finito in altre mani».