Una spirale d'acqua che attraversa la piazza e due panchine arcuate in stile Gaudì. E' il nuovo volto di piazzale Marconi il vecchio «Pozzo Ingegnere» - inaugurato ieri mattina dopo i lavori voluti dall'amministrazione comunale. Un progetto ambizioso che si inserisce nell'ambito del Piano territoriale integrato (Pit) 9 «Ecomuseo del mediterraneo», costato 850 mila euro e che è stato redatto e condotto dai tecnici comunali sotto la guida dell'architetto Ignazio Barone e del geometra Marcello Berrafato. L'intervento, che in origine doveva durare 12 mesi, si è prolungato di un altro anno a causa del rinvenimento di resti archeologici che hanno bloccato per alcuni mesi il progetto. «E' un ulteriore passo verso la riqualificazione del vecchio cuore della città ha commentato il primo cittadino, Giambattista Bufardeci, durante l'inaugurazione che è sempre più legato al centro storico di Ortigia. A questi saranno affiancati ulteriori lavori, alcuni già in corso d'opera, che riguarderanno l'area dei "Villini" e la pavimentazione di corso Umberto». Insieme al sindaco erano presenti alla cerimonia d'inaugurazione anche gli assessori comunali al Lavori pubblici, Concetto La Bianca, alla Protezione civile, Vincenzo Vinciullo, e all'Ambiente, Ciccio Midolo; oltre ai progettisti e ai responsabili dell'impresa che ha curato i lavori. Non una piazza ma una «fontana-piazza», come ha sottolineato La Bianca, dedicata all'acqua. In memoria della fonte di acqua potabile che fu costruita nel 1721 dall'ingegnere Puzzo, e che diede il nome alla piazza poi chiamata dai siracusani appunto il «Pozzo Ingegnere». E in ricordo dell'acqua è anche la forma stessa della piazza che ricorda la forma dell'«occhio di Medusa»: elemento grafico tradizionale che i pescatori siracusani disegnavano sulle barche per scaramanzia. Tutta la piazza è stata realizzata in pietra lavica, mentre la linea d'acqua è stata disegnata con la tipica pietra bianca siracusana disposta ad "opus incertum". Scenografico lo zampillio dell'acqua che sgorga da ugelli posti al di sotto del pavimento calpestabile con spruzzi che arrivano a toccare il metro di altezza, e confluisce in un canale che scorre lungo tutta la linea. Ogni getto è poi illuminato da piccole lampade; mentre nel resto della piazza sono disposte aiuole in accordo con quanto deciso dalla Soprintendenza per salvaguardare il materiale archeologico custodito al di sotto dell'area. Non saranno infatti piantati alberi le cui radici potrebbero compromettere lo stato dei resti sotterranei, ma un prato, fiori e palmette saranno l'arredo verde della zona.