La vicenda, già segnalata in Patrimonio SOS, riguarda la scelta dell'amministrazione locale di trasferire il Sigonio dalla sua sede storica, un ex-convento del '500, in questo modo mettendo in vendita l'edificio e utilizzando parte del ricavato per la costruzione di una nuova sede: una decisione che ha sempre visto la scuola contraria. (come testimonia anche la delibera presa a larghissima maggioranza dall'ultimo Consiglio d'istituto, nel mese di dicembre 2006) Recentemente, a gennaio 2007, la giunta comunale ha espresso un nuovo orientamento, proposto come migliore e risolutivo: la parte dell'edificio attualmente agibile e occupata da metà della popolazione scolastica del Sigonio (costretta per l'altra metà, da anni, ad una sede provvisoria) sarà destinata ad una scuola di dimensioni ridotte, che potrà esservi contenuta per intero, e resterà così di uso pubblico; la parte non agibile e da restaurare sarà venduta. Così, si sottolinea, l'edificio conserverà un uso pubblico, un'altra scuola potrà risolvere un problema di collocazione e il Sigonio avrà lo spazio migliore, per funzionalità e grandezza, che solo una nuova sede può garantire. Forse, da sottolineare è innanzitutto il fatto che il Comune insiste nella volontà di non restaurare, venendo meno al compito di buona conservazione dell'edificio a cui per legge, come proprietario dell'edificio, è tenuto; certo, un grande e generoso impegno è visibile nelle ipotesi di snaturamento dell'edificio (e se questa non fosse l'ultima?). Si allegano due articoli di "La Gazzetta di Modena" relativi alla nuova decisione.