Più tempo e nessun ticket per ammirare i mosaici pavimentali della villa romana del Tellaro. È il primo risultato raggiunto dopo che nei giorni scorsi decine di turisti avevano manifestato il loro disappunto per la chiusura alle 20. La fascia oraria serale per ammirare le tessere musive del IV secolo dopo Cristo ora si allunga sino alle 21. Tra qualche giorno, come ha assicurato il sindaco Michele Accardo, la chiesa di San Domenico, l'edificio che ospita i mosaici, durante l'orario pomeridiano rimarrà aperta sino.alle 21. È anche certo che sino a quando i mosaici rimarranno esposti al San Domenico nessun ticket sarà pagato per accedere all'interno della chiesa. E nel polverone che si è alzato in questi ultimi giorni sull'opportunità di esporre i mosaici nel settecentesco edificio di via Raeli è intervenuto anche il presidente provinciale di An, Pinuccio Genovesi, protagonista nel passato di molte battaglie provocatorie (non ultima quella di due anni fa allorquando annunciò, durante un'apposita conferenza stampa, l'esposizione di buona parte delle tessere musive lungo il corso Vittorio Emanuele, ed invece si trattava solo di semplici gigantografie), tese a far rientrare in città i gioielli del IV secolo dopo Cristo. «È utile ricordare - ha detto Genovesi - che da più di trent'anni Noto ha sempre richiesto l'esposizione dei mosaici, e che nel corso dei decenni per ottenere questo risultato la città si è mobilitata con manifestazioni d'ogni genere, dalle giornate di protesta che hanno coinvolto centinaia e centinaia di persone sino all'invio di migliaia di cartoline ai deputati regionali e nazionali della nostra provincia e al presidente della Regione». Per Genovesi "pur con tutti i limiti di una sistemazione transitoria all'interno di un edificio simbolo del barocco, e quindi inadatto dal punto di vista architettonico, l'esposizione ha tuttavia attirato l'interesse degli uomini di cultura che per la prima volta, dopo tanto parlare, hanno potuto ammirare i mosaici, ma ha anche mobilitato la stampa specializzata e richiamato migliaia di visitatori incrementando notevolmente il flusso turistico. Piuttosto che soffermarsi sui limiti di un'esposizione che sarà solo temporanea bisogna, invece, riconoscere l'importanza del risultato ottenuto. Dopo trent'anni i mosaici sono tornati a Noto e sono finalmente messi in mostra. Per tutti".