Raddoppia da tre e mezzo a sette ettari il "taglio" alla cava di Malintoppo in Val dOrcia imposto in consiglio regionale dalle commissioni Ambiente e Attività produttive che ieri hanno dato il via libera al "Piano delle attività estrattive, di recupero delle aree escavate e di riutilizzo dei residui recuperabili". Ma larea scavabile rimane complessivamente di circa 30 ettari, quanti erano finora permessi nella vecchia cava. Il Piano stabilisce un tetto per i prelievi di crete, marmi, sabbia, ghiaia e pietrisco e introduce il divieto di cambiare la destinazione duso: una cava viene concessa solo per un uso transitorio e quando viene dismessa per legge deve essere rinaturalizzata, ossia trasformata in area agricola o parco. I criteri di progettazione ed escavazione, infine, sono soggetti a prescrizioni per ridurre limpatto sullambiente e sul paesaggio. Laccordo sulla cava della Val dOrcia prevede in sostanza la riduzione di complessivi 7 ettari (la proposta iniziale della giunta regionale era di 3 ettari e mezzo) «per renderla ancora più coerente agli aspetti di tutela paesaggistica e ambientale». Saranno tenuti al di fuori dellattività di estrazione il profilo della collina, il poggio e la vegetazione che nascondono gli opifici e la cava, salvaguardando lintegrità del paesaggio che è stato dichiarato patrimonio dellumanità dallUnesco. Il Piano cave dà alle Province la facoltà di rettificare e integrare la localizzazione delle risorse estrattive, innalza per il marmo i quantitativi minimi al 25 per cento, garantisce incentivi al recupero ambientale delle cave dismesse.
VAL DORCIA Riduzione "cosmetica" del fronte della cava
Il Consiglio regionale della Toscana ha dato il via libera al "Piano delle attività estrattive, di recupero delle aree escavate e di riutilizzo dei residui recuperabili" per la cava di Malintoppo in Val dOrcia. Il piano prevede un tetto per i prelievi di crete, marmi, sabbia, ghiaia e pietrisco e introduce il divieto di cambiare la destinazione duso. La cava sarà concessa solo per un uso transitorio e quando viene dismessa per legge deve essere rinaturalizzata. I criteri di progettazione ed escavazione sono soggetti a prescrizioni per ridurre limpatto sullambiente e sul paesaggio.
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