IL CASO DAL NOSTRO INVIATO SANGIMIGNANO - Per rompere lassedio di tre milioni di turisti e 14.000 pullman lanno, ad un soffio dalle torri di San Gimignano bucheranno la collina di Santa Chiara e costruiranno due gallerie per 400 metri, getteranno lasfalto di una nuova strada intorno alle mura medievali della città. Realizzeranno la «variante low cost», detta così non perché costi poco - dodici milioni e centomila euro - ma perché confinerà fuori dalla città i sempre più numerosi torpedoni dei turisti che sbarcano a Pisa con voli a buon mercato. Cemento invece del ticket dingresso alla città per allentare la pressione. La variante stradale, che aggirerà la città delle cento torri da nord a sud per 2.700 metri, sarà puntellata da due parcheggi scambiatori dove si arresteranno i pullman, creerà una zona cuscinetto che in certi mesi destate sarà chiusa alle auto, terrà a distanza il traffico che adesso fa tremare le mura antiche. Va bene così. Tutti, qui, hanno smesso di domandarsi se sia ortodosso risolvere con asfalto e cemento i problemi di congestione delle città darte. E solo sparute minoranze si chiedono ancora se quello che sta per essere varato da un progetto della Provincia di Siena sia il tracciato a minor impatto ambientale. Tra i pochi che si interrogano ci sono Italia Nostra e il presidente in pectore del Consiglio superiore dei beni culturali Salvatore Settis. «E una delle questioni di cui interesserò il Consiglio se mai il ministro Rutelli procederà alle nomine e allinsediamento» promette il direttore della Scuola Normale di Pisa. La variante viene da lontano, quasi 20 anni. «Labbiamo fortissimamente voluta» dice il sindaco diessino Marco Lisi. E in effetti è stata accompagnata da vasti consensi politici. Attualmente chi si muove da nord a sud e viceversa, va o viene da Certaldo, Empoli, Gambassi ma anche Pisa, percorre le strada appoggiata sulle mura mediaveli di San Gimignano. La variante crea una bretella per evitare questo passaggio, collegando tra loro la provinciale 47 per Castel San Gimignano e la 69 per Certaldo. Da questa parte è stato già realizzato il primo lotto, 700 metri, lontano dalle cento torri. La strada prevista dal secondo lotto dovrebbe proseguire dritta sul fondovalle, dividendo gli orti che salgono verso San Gimignano dalle viti della Vernaccia che si arrampicano ad ovest, attraversare una zona devastata dai capannoni artigianali, svoltare bruscamente a sinistra, entrare nella doppia galleria (un tratto è di 120 metri e laltro di 280), incunearsi tra vecchie case coloniche recuperate, cancellare un piccolo uliveto appena piantato e lambire una piscina. Questo progetto è stato preferito ad un secondo, che prevedeva una diversa soluzione per lultimo tratto: invece di risalire repentinamente e bucare la collina, la variante proseguiva dritta sul fondovalle e agganciava più in basso la provinciale 47, senza galleria e più distante dalle mura medievali. A raccontarlo in questo modo, quello scartato sembra un progetto a minor impatto ambientale. «Non è così» ribatte lingegner Fabio Galli, responsabile dei lavori pubblici della Provincia di Siena. «Sul fondo della valle si sarebbe dovuto realizzare un breve viadotto sul botro, eliminare un boschetto. E un accurato studio ambientale ha giudicato meno impattante la galleria, che è nascosta, fuori dai coni visivi della mura». In Provincia sperano di approvare presto il progetto, inaugurare la strada entro il 2009. Il sindaco Lisi ci spera. «Taglierò del 90 il traffico intorno al centro storico» esulta. Altro che ticket. Meglio una striscia dasfalto.