Lipotesi del trasferimento dellauditorium è di nuovo allo studio. Potrebbe servire anche per avvicinare i giovani Il Comune di Bologna sta valutando lipotesi di trasferire alla Fondazione Teatro Comunale, di cui è socio fondatore, la proprietà del Teatro Manzoni. Lipotesi è volta a risanare i conti della Fondazione e ad allontanare quanto più possibile il rischio di unamministrazione straordinaria. Ma presenta tre ordini di problemi. Una verifica degli aspetti tecnico giuridici, la convenienza economica e il fatto che la gestione è ora affidata a un gestore privato. ------------- Il progetto prevede di farne il luogo della nuova musica per avvicinare i giovani Il Comune di Bologna sta valutando lipotesi di trasferire alla Fondazione Teatro Comunale, di cui è socio fondatore, la proprietà del Teatro Manzoni. È stato lo stesso sindaco Sergio Cofferati, nel settembre scorso, a sottolineare la necessità di «un intervento in grado di abbattere il debito pregresso della Fondazione attraverso un nuovo apporto di capitale da parte dei soci fondatori pubblici e privati». Lipotesi di trasferire la proprietà del Manzoni fa capo a questa riflessione, volta a risanare i conti della Fondazione e ad allontanare quanto più possibile il rischio di unamministrazione straordinaria. Secondo larticolo 21 del decreto istitutivo delle Fondazioni lirico sinfoniche, infatti, il Ministero dispone il commissariamento della Fondazione nel caso in cui «i conti economici di due esercizi consecutivi chiudano con una perdita del periodo complessivamente superiore al 30 per cento del patrimonio». In settembre lo stesso sindaco e presidente ha indicato in 7 milioni di euro il debito pregresso della Fondazione, al quale si aggiunge il disavanzo 2006, inizialmente di 4,5 milioni, poi in parte abbattuto grazie a finanziamenti straordinari. Al 31 dicembre 2004 il patrimonio netto della Fondazione ammontava a 38.717.649 euro. Il trasferimento della proprietà del Manzoni, del cui spazio la Fondazione attualmente dispone in comodato gratuito, venne già preso in considerazione, e accantonato, due anni or sono. È unipotesi che presenta tre ordini di problemi, che lattuale amministrazione comunale intende valutare più a fondo. Innanzi tutto è necessaria unulteriore verifica degli aspetti tecnico giuridici. Il secondo problema riguarda la gestione esterna del Teatro Manzoni, affidata nel 2003, con contratto decennale, a Gastone Poggi, figura storica del cinema a Bologna, titolare di diverse sale, dal Medica allArcobaleno. Il terzo problema è rappresentato dalla convenienza: non è scontato che i benefici siano maggiori degli oneri. Nellipotesi in cui il Comunale divenisse proprietario del Manzoni, lidea sarebbe farne il luogo della nuova musica, del rinnovamento del pubblico, delle proposte rivolte agli spettatori più giovani, temi particolarmente congeniali alla figura dellattuale sovrintendente Marco Tutino. La programmazione verrebbe affidata a un soggetto esterno, in forte collegamento con la direzione della Fondazione. Ma il contratto che lega la Fondazione a Gastone Poggi ha durata decennale, con decorrenza da settembre 2003, e si esaurisce nel 2012. La gestione del teatro è stata affidata mediante procedura negoziata, dal sovrintendente dellepoca Stefano Mazzonis. Oggi la Fondazione è creditrice nei confronti di Poggi per alcune morosità nei pagamenti, comunque definite «non drammatiche» e non di entità tale da giustificare la rescissione del contratto, tantopiù che Poggi ha presentato al Teatro Comunale un piano di rientro delle somme dovute, che il teatro ha accettato. Linterruzione del contratto dovrebbe dunque avvenire in via consensuale. ------------- Il sindaco agli orchestrali "Trattative solo con tutti i sindacati" Il capo dello Stato sarà presente alla prima del Boris Godunov Un protocollo che disciplini le relazioni sindacali allinterno Comunale di Bologna come garanzia di «trasparenza ed efficacia» è stato proposto ieri dal sindaco e presidente della Fondazione Sergio Cofferati ai rappresentati sindacali del teatro: «un protocollo - ha spiegato - dove definire sostanzialmente tutta lattività che va dalla modalità di presentazione delle richieste alla discussione, alla gestione di un accordo o disaccordo, ferma restando lautonomia delle parti». La direzione intende mantenere «sempre ed esclusivamente rapporti unitari con i sindacati», con incontri che vedano presenti tutte le sigle sindacali anche se le esigenze venissero poste da una sola componente. Cofferati ha inoltre annunciato che il 20 febbraio, alla prima del Boris Godunov sarà presente il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in visita ufficiale a Bologna. La Fials aveva minacciato ulteriori scioperi, dopo Bohème, in occasione di questa prima. Ieri dai sindacati, che hanno dieci giorni per esprimere il loro parere, sono giunte prime reazioni positive alla proposta di Cofferati. I confederali la giudicano un «positiva opportunità per riallacciare rapporti chiari, leali e trasparenti». Anche la Fials, per voce di Enrico Baldotto, la valuta «positivamente», ma «riteniamo necessario un approfondimento per capire nello specifico in cosa consista».