Il vicepremier, in barba ai tagli della Finanziaria 2007, dopo avere già ottenuto presso la presidenza del consiglio dei ministri il dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo, raddoppia la struttura con la nomina di nuovi direttori generali ed altri livelli dirigenziali. E facendone, a ben vedere, una sorta di autentico ministero ad hoc. E quanto risulta da un decreto della stessa presidenza del consiglio, che ItaliaOggi ha potuto consultare in anteprima. Dunque il leader della Margherita sembra avere davvero scavalcato il comma 404 della Finanziaria 2007, là dove si prevede per tutti i dicasteri un taglio del 10 delle direzioni generali e uno del 5 di quelle non generali. Il dipartimento per il turismo, infatti, da questo punto di vista sembra contraddire del tutto quanto previsto dalla manovra economica in materia di risparmio della spesa pubblica visto che il decreto, nei suoi 9 articoli, ne disciplina ogni ambito e funzione, stabilendo un notevole aggravio per quanto riguarda il numero e la tipologia degli uffici presenti. Come già stabilito da un precedente decreto della presidenza del consiglio del 15 dicembre scorso, Angelo Balducci è stato nominato capo del super-dipartimento. Alle sua dirette dipendenze operano adesso due servizi di supporto di livello dirigenziale non generale: uno con strette competenze di carattere strategico, un altro con caratteristiche più nettamente gestionali e operative. Ma non finisce qui. Il decreto, infatti, qualifica l'organigramma di due nuovi uffici dirigenziali generali, denominati rispettivamente «l'ufficio per la programmazione, il coordinamento e lo sviluppo delle politiche turistiche» e «l'ufficio di gestione delle risorse per il turismo e degli affari generali». E a loro volta queste due strutture sono articolate in una serie di otto ulteriori sotto-uffici, denominati «servizi». Insomma: davvero la macchina predisposta dal vicepremier sembra un ministero a tutti gli effetti. E chissà se adesso che ha il superdipartimento Rutelli non potrà finalmente mettere in moto quella complessa strategia di riorganizzazione del turismo italiano, della cui decadenza l'esponente della Margherita si è lamentato sui dai primi giorni di insediamento a Palazzo Chigi. «Negli anni Settanta eravamo la meta preferita dei turisti e milioni di persone sceglievano il nostro paese per passare le vacanze. Adesso, però, le cose sono cambiate e l'Italia è al quinto posto nella classifica mondiale sulle presenze turistiche», si era rammaricato, infatti, Rutelli; denunciando anche sorpasso realizzato dalla Cina. «Dobbiamo recuperare qùel vecchio primato. Non si trattà solo di una semplice questione di prestigio, visto che il turismo può far crescere il PIL dello 0,5 l'anno». Vedremo, allora, se il mega-dipartimento potrà davvero essere il cilindro magico col quale Rutelli realizzerà il tanto agognato sogno di convincere gli italiani a scaglionare le ferie lungo tutto l'arco dell'anno: la modalità migliore, a sua dire, per garantire un afflusso costante di business alle strutture recettive di tutto il paese. «Le ferie non si toccano, questo è chiaro. Si tratta di capire come distribuirle nell'arco dell'anno», ha sostenuto il vicepremier, arrivando addirittura a proporre una diversa calendarizzazione dell'armo scolastico. «I tre mesi di vacanze sono concentrati nel periodo giugno-agosto», è stata la valùtazione. «Mi chiedo se non sia il caso di avere una parte maggiore di vacanze distribuite nel resto dell'anno. Queste per destagionalizzare certe attività e favorire la conoscenza dell'Italia». La parola, ora, al super-dipartimento.