Si chiama «Firenze 2010» ed è lo strumento inventato dall'amministrazione di Palazzo Vecchio per dare gambe al «Piano Strategico», ossia a quel complesso e articolato progetto per rilanciare la città con nuove idee e nuovi investimenti. Perché anche i più distratti sono ormai convinti che Firenze abbia assoluto bisogno di una forte cura ricostituente, di una vera e propria rinascita che non punti solo ai grandi cantieri. Anche se il traffico è un'emergenza, di sicuro non è la sola. Ne è convinto anche Luca Mantellassi, presidente della Camera di Commercio e anche vicepresidente di «Firenze 2010». «La mobilità è un aspetto importante, ma il Piano Strategico è molto di più, è un'occasione per ripensare la città - spiega Mantellassi -. E non c'è dubbio che dovremo affrontare anche i problemi legati alla riqualificazione dell'offerta culturale. Non possiamo continuare a vivere di rendita e Firenze deve essere in grado di offrire qualcos'altro accanto alla Galleria dell'Accademia e agli Uffizi. La concorrenza sta già arrivano, e non tanto dalle grandi città d'arte, ma dai piccoli e medi centri di provincia». Insomma, anche tra gli operatori economici c'è la sensazione che la gallina dalle uova d'oro stia piano piano invecchiando. «Il problema non è tanto capire che dobbiamo ripensare il nostro sviluppo e il nostro futuro - continua Mantellassi - quanto passare dalle parole ai fatti. Una delle prime questioni da affrontare è quella delle risorse economiche. In materia di offerta culturale io credo, ad esempio, che debba avvenire un combinato di sinergie tra fondazioni bancarie e Regione». Soldi, non tanto per costruire nuovi contenitori, perché secondo il vicepresidente di «Firenze 2010» gli spazi per la cultura sono più che sufficienti, ma per organizzare grandi eventi, appuntamenti e iniziative di valenza internazionale, come si addice a una città come Firenze. «Anche gli operatori del turismo stanno cominciando a porsi questi problemi - conclude Mantellassi -con la consapevolezza di dover recuperare il concetto di qualità».