Molte sono le possibilità, in assenza del nucleare, per emanciparsi dalla dipendenza dal petrolio. Con il Progetto Torino Centro stiamo sviluppando il polo di teleriscaldamento con il maggior numero di impianti in Italia, un primato. Via le vecchie caldaie e avanti con nuove sottostazioni di scambio termico per 500 stabili (6 milioni di m3) delle circoscrizioni 1 e 3. In tutto 4 Km di reti di trasporto, 270 Km di reti di distribuzione del calore che viene fornito dalla centrale di Moncalieri. E in tutto il Piemonte crescono gli investimenti sul sistema della cogenerazione, recuperabili in circa tre anni con risparmi annuali del 13 sulle bollette, che consente la contemporanea produzione di energia elettrica e termica sia sfruttando biogas con ottimo potere calorifero, che utilizzando lacqua di raffreddamento per riscaldare lacqua reflua: da qui anche il vantaggio della riduzione nel consumo di gas metano. Inoltre lAmiat di Torino dispone di uno dei più grandi siti per la produzione di energia da biogas, 100 milioni di Wh per un fabbisogno annuo di 40.000 famiglie. Per non parlare del fotovoltaico: i pannelli, una volta installati possono portare a risparmi del 20 sui consumi di energia. In questa direzione si è mossa già dal 2005 Alessandria con un villaggio che interessa il quartiere più popoloso della città e con il suo "Concerto al Piano", unico progetto italiano selezionato in Europa fra gli oltre 50 presentati. Tutto questo e ben altro "fervore" di iniziative in corso è coerente a un preciso piano strategico della Regione, che già dal 2003 aveva ribadito la volontà di essere asso portante della politica di contenimento dei gas climalteranti, avviando liniziativa "Kyoto dal basso" in favore della diffusione delle energie alternative. Ma è proprio nel mese scorso che il Consiglio regionale ha dato il via libera allo Stralcio di Piano per migliorare lefficienza energetica dei sistemi edifici-impianti, dei generatori di calore, dei sistemi distributivi e di regolazione, favorendo lutilizzo di combustibili a basso impatto ambientale e luso di fonti energetiche rinnovabili. Nellottica di connotare lambiente come opportunità di benessere e qualità della vita e non di vincolo, le misure in questione, integrate con le politiche comunitarie e regionali di significato sociale ed economico, quali lutilizzo di biomasse nelleconomia montana e agricola e il sostegno alla bio-edilizia, si pongono come riferimento temporale un decennio: se ben applicate, nelle aree a maggiore urbanizzazione si prevede per il 2017 una riduzione delle emissioni da riscaldamento fra il 40 e il 60 di Nox e il 20 di Pm10, con un calo congiunto della media invernale di NO2 fra il 6 e l8. Per ultimo, ma non da ultimo, impariamo a consumare di meno: non significa alcun "ritorno alla candela", ma semplicemente soddisfare i bisogni con intelligenza e ridurre gli sprechi. E una questione di onestà culturale e modernità di pensiero, sorretta da una chiara volontà politica. Ora tocca a noi cittadini mettere in campo una diversa sensibilità.
Un altro ambiente è possibile
Il Progetto Torino Centro sta sviluppando il polo di teleriscaldamento con il maggior numero di impianti in Italia. Il sistema di cogenerazione recuperabile può ridurre le bollette del 13 annualmente, producendo energia elettrica e termica contemporaneamente. L'Amiat di Torino dispone di uno dei più grandi siti per la produzione di energia da biogas. Il fotovoltaico può portare a risparmi del 20 sui consumi di energia. La Regione ha un piano strategico per contenere i gas climalteranti, avviando l'iniziativa "Kyoto dal basso" per la diffusione delle energie alternative.
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