Dopo cinquantanni una grande mostra a Genova con duecento capolavori Duecento capolavori provenienti da collezioni pubbliche e private, da tutto il mondo: erano cinquantanni che non gli veniva dedicata una mostra, e "Luca Cambiaso, un maestro del Cinquecento europeo", che sinaugurerà il 3 marzo a Palazzo Ducale e a Palazzo Rosso, sarà la prima grande monografica dedicata al pittore ligure. «Un artista che trasformò le forme gigantesche degli esordi in compattissimi volumi, sotto il vento della moralizzazione post-tridentina», spiega Lauro Magnani, anima e co-curatore della mostra. Lartista di Moneglia conquistò le corti dEuropa innescando la "scuola genovese" In esposizione fino al 3 luglio anche arazzi, disegni e ununica scultura in marmo Lartista che lavorava con i compassi negli occhi. Proprio come il suo grande modello, Michelangelo. E Genova sta per riscoprirlo, Luca Cambiaso (1527-1585), con una grande mostra monografica che aprirà il 3 marzo a Palazzo Ducale e a Palazzo Rosso: "Luca Cambiaso, un maestro del cinquecento europeo". Dipingeva con due pennelli, uno in ogni mano, oppure interveniva a lavoro finito, con la punta secca o la stecca. Una sfida come quella dei Giganti a Giove, quella di Cambiaso alla pittura. Innesca la "scuola genovese" con Giovan Battista Castello il Bergamasco, Cambiaso è il pioniere solitario che parte alla rivoluzione dello spazio pittorico: la forma dapprima michelangiolesca, poi accesa dalle suggestioni emiliane e veneziane, infine sasciuga nella pura geometria. Cambiaso nasce a Moneglia, cresce nella bottega del padre pittore, assiste alla grande impresa culturale di Andrea Doria, intorno al 1530, la costruzione della sua "reggia" di Fassolo, e segue e simpregna del lavoro del michelangiolesco Perin del Vaga. Incontra larchitetto Galeazzo Alessi a Genova. Morirà quando ha finalmente conquistato lEuropa, diventato pittore di corte di Filippo II, mentre dipinge la basilica di San Lorenzo allEscorial, di fronte a un affresco che è la sconfitta della sua libertà, imposto nellimpianto e nelle forme dai committenti. Ieri, al Palazzo Reale di Milano, con lassessore alla Promozione del Comune Anna Castellano e il presidente del Ducale, Arnaldo Bagnasco, la presentazione della mostra, a cinquantanni dallultima dedicata a Cambiaso. Ad illustrarla i curatori, tutti storici dellarte liguri: Lauro Magnani, professore allUniversità di Genova così come Clario Di Fabio, Piero Boccardo, conservatore dei Musei di Strada Nuova e Franco Boggero, funzionario della Sovrintendenza per i Beni artistici e storici. Con la collaborazione di Jonathan Bober, curatore del Blanton Museum di Austin, che ha ospitato in anteprima una parte delle opere che saranno esposte. Quindici sezioni al Ducale, duecento capolavori provenienti dalle collezioni di tutto il mondo: dipinti, arazzi, disegni e ununica scultura in marmo, una "Madonna con il bimbo", scovata nello spezzino. A Palazzo Rosso saranno esposti i preziosi disegni, un viaggio nei procedimenti creativi del pittore, dove si svela la "conversione" alla forma pura del pittore, finché i volti diventano cubi. Lesposizione (fino all8 luglio) si sgrana cronologicamente, al Ducale, dal periodo giovanile allepilogo allEscorial, con sale dapprofondimento: enormi proiezioni riprodurranno gli affreschi di villa imperiale di Genova, in una sala tematica, dedicata alla "Passione", Cambiaso sarà accanto a Tiziano e Caravaggio. Una sezione è dedicata allamico Giovan Battista Castello il Bergamasco e al loro dialogo, per cui la "pittura genovese" è diventata uno stile. --------------------- LIDEA - In visita sulle impalcature Alla scoperta di Cambiaso, in città. In occasione della mostra si potranno visitare molti dei luoghi affrescati dallartista: a Villa Imperiale, lo si potrà scoprire salendo sulle impalcature, come fanno i restauratori. Cè Cambiaso nel Palazzo della Meridiana, nella chiesa di San Matteo, nella stessa San Lorenzo (dovè anche una sua scultura), allAnnunziata e nel Palazzo della Prefettura. Il Ducale organizzerà percorsi guidati. --------------------- Parla il curatore che da trentanni studia la sua arte Magnani e i segreti di Luca "La gioia nel colore che cola" lintervista Studia Luca Cambiaso da trentanni, Lauro Magnani, professore di Storia dellarte moderna allUniversità di Genova, è lanima e uno dei curatori della prossima mostra del Ducale. Professore, chi è Luca Cambiaso? «Un artista della crisi: lo è per tutta la sua attività. Il rovello di Cambiaso è inserire la figura nello spazio. La figura, per lui, serve a misurare lo spazio. Fino allultimo lavoro allEscorial: una beffa. Quando finalmente conquista lEuropa, subisce la crisi della pittura che sta attraversando lEuropa». Comincia a dipingere con il padre? «Sì e la figura di Giovanni Cambiaso va ancora scoperta. Luca comincia da Michelangelo, aspira alle sue figure gigantesche, come quelle che vede a Genova, realizzate da Perin del Vaga. La sua arte esplode nel decennio '50-60: invenzioni formidabili, come nella "Natività" di Brera, con pennellate trascinate, il colore che cola, è la vera gioia del dipingere. Guarda Correggio, e poi Tiziano e Veronese, alla loro sensualità, siamo a metà degli anni 60». Poi cè la crisi. «È il vento moralizzatore che arriva dal Concilio di Trento, asciuga le forme, ferma il colore; anche i temi sensuali vengono affrontati con una sobrietà nuova. Cè in mostra la "Madonna della Concordia", del '70, che rappresenta perfettamente i nuovi modelli spirituali di Ignazio di Loyola». Perché andò alla corte di Filippo II? «Furono i suoi committenti, i nobili genovesi, a segnalare a Luca che Filippo II cercava un pittore. E Filippo lo scelse proprio perché era un "architetto del cubo", che perfettamente incarnava il nuovo corso morale: nella volta dellEscorial, tra il Padre e il figlio, cè un cubo». Chi furono i suoi eredi? «Tavarone fu il suo allievo ufficiale, lo seguì anche in Spagna. E poi lo Strozzi, lAnsaldo. Anche Caravaggio vide sicuramente Cambiaso, alla Galleria Giustiniani».