La storia Nasce un impianto di 1400 metri quadrati con 120 getti d'acqua. La corte d'onore della Reggia di Venaria entro settembre avrà una fontana scenografica senza pari, degna del Guinness dei primati. I lavori sono già avviati. Non solo sarà ampia 1400 metri quadri e avrà 120 getti d'acqua, alti dieci metri, distribuiti su un'ellisse di 40 metri per 35. Ma soprattutto, per la prima volta, armonizzerà l'architettura barocca con quella contemporanea, in un unico bacino, animato da effetti speciali di luci e zampilli. Per avere un'idea della grandiosità dell'impianto basti ricordare che la fontana di Trevi è larga circa 20 metri. Mentre per trovare una simile profusione di giochi d'acqua bisogna evocare quelli ideati da Le Notre per Versailles e Saint Cloud. Gli esperti consultati da Regione e Stato, che finanziano l'opera, assicurano che non esiste al mondo un impianto che abbia tutte queste caratteristiche insieme. «La fontana - spiega il Soprintendente Francesco Pernice, che l'ha concepita con l'architetto Carlo Fucini -nasce a seguito di un importante rinvenimento. Si tratta della fontana del Cervo, realizzata dal 1662 dinanzi alla Reggia di Diana, su disegno di Amedeo di Castellamonte». Rappresentava dodici cani di marmo, nell'atto di slanciarsi su un cervo di bronzo. Alla realizzazione contribuirono Bernardo Falconi, Bernardino Quadri e Simone Bucheron. «Il complesso monumentale - ricorda Pernice - venne smantellato dopo l'assedio di Torino del 1706, quando la residenza fu riparata dai danni di guerra». In seguito, quando Filippo Juvarra realizzò la Galleria di Diana, la fontana non fu più riproposta. «Per lungo tempo - nota Pernice - ci chiedemmo dove fosse finita. Nel 1995 riuscimmo a individuarla con un georadar, ma solo ora, a seguito di scavi, siamo riusciti a intercettare i suoi resti, sotto 50 centimetri di terra». Identificano un bacino quadrato, di 20 metri di lato, con gli angoli smussati da esedre. Era alimentato dai pluviali della Reggia, tramite cisterne. L'acqua si scaricava poi nelle grotte dei giardini bassi. «Abbiamo ritrovato - prosegue Pernice - il muro che delimitava il perimetro della vasca, arricchita da un mosaico di pietre nere e avorio, che disegnano i monogrammi del Duca Carlo Emanuele II alternati a nodi Savoia e croci sabaude». La scoperta ha suggerito il suo riutilizzo. Ma come? «C'era un problema da risolvere. La fontana del Cervo è in asse con la Reggia di Diana, ma non con la Galleria di Juvarra. Per risolvere la questione si è pensato di inserirla in un'altra fontana più grande, ellittica, disegnata dalla congiunzione fra l'asse prospettico tracciato da Castellamonte e quello concepito da Juvarra per la Galleria di Diana». La corte sarà pavimentata in pietra e accoglierà il nuovo bacino, a raso. Verrà chiuso da un anello ellittico, con getti che si sposteranno a piacere, per segnare in alternanza i due assi prospettici. Il pubblico vi passerà in mezzo, mentre luci azzurre, proiettate da fibre ottiche a scomparsa, simuleranno le antiche acque della fontana del Cervo.
La fontana dei record per fare più bella la Reggia di Venaria
La Reggia di Venaria sta realizzando un impianto di 1400 metri quadrati con 120 getti d'acqua, che sarà la fontana scenografica più grande al mondo. L'impianto sarà disegnato dall'architetto Carlo Fucini e sarà un unico bacino che armonizzerà l'architettura barocca con quella contemporanea. La fontana nasce a seguito di un importante rinvenimento della fontana del Cervo, realizzata nel 1662 dinanzi alla Reggia di Diana. I resti della fontana sono stati ritrovati con un georadar nel 1995, ma solo ora si sono avviati i lavori di riutilizzo.
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