Parigi Beaubourg compie trent'anni. Domani, ci sarà Jacques Chirac, che molto fece politicamente per la realizzazione del progetto voluto da Georges Pompidou (morto tre anni prima, progetto che il suo successore, Giscard d'Estaing avrebbe voluto sotterrare), a celebrare il compleanno di quello che è rimasto un modello senza figli nel mondo: malgrado la diffusione spettacolare di centri d'arte contemporanea, la «pluridiscinarietà» che è l'idea originale di Beaubourg, resta un'idea nuova. Questa pluridisciplinarietà - museo di arte moderna, centro di mostre, biblioteca, l'Iracm per la musica, centro di design, cinema, spettacoli, dibattiti e conferenze, atelier per bambini - è la ragione del suo grande successo. Beaubourg è il terzo monumento più visitato di Francia (dopo la Tour Eiffel e il Louvre), più di 5 milioni di persone nel 2006, 180 milioni (l'equivalente della popolazione del Brasile) dalla sua inaugurazione nel '77. Seimila persone vengono ogni giorno a Beaubourg solo per frequentare la biblioteca. Molti altri entrano senza vedere nulla nelle sale, ma solo per contemplare il panorama di Parigi dal tetto. Oggi, il Centre Pompidou fa parte del paesaggio urbano di Parigi. Ma trent'anni fa era stato accolto con molte polemiche, di tutti i tipi. «Avevamo sentito che i musei nel senso tradizionale erano un disastro, piuttosto noiosi - ricorda oggi uno degli architetti, Renzo Piano - l'idea stessa di museo doveva venire rinnovata. Luogo di pietra e di marmo, comunicanva più un senso di intimidazione che di curiosità. Abbiamo avuto voglia di fare un edificio flessibile, capace di trasformarsi, uno strumento, una fabbrica per costruire qualche cosa». Il progetto di Richard Rogers, Renzo Piano e Gianfranco Franceschini verrà scelto tra 681 proposte. Ma i donatori dfel Museo di Arte moderna puntano i piedi, il mondo politico frena dopo la morte del presidente Georges Pompidou. Anche a sinistra, Beaubourg genera critiche, artisti e intellettuali vi vedono la volontà della «destra» di mettere le mani sulla creazione, persino un giornale come Libération il giorno dell'inaugurazione, il 31 gennaio '77, titola «Perché non bisognava costruire Beaubourg», con il sottotitolo «Il pompidoleum». Ma Beaubourg si impone, seconda collezione al mondo (dopo il Moma di New York) forte di 59mile opere, con la sua immagine di luogo cosmopolita, aperto, retto da regole più elastiche degli altri musei francesi, persino nell'assunzione del personale (ha la possibilità di far lavorare dei rifugiati stranieri). I trent'anni vengono celebrati con un nuovo allestimento per le opere di arte moderna (per l'arte contemporanea bisognerà aspettare invece il mese di aprile) e con una festa che vedrà un'opera video della svizzera Pipilotti Rist sulla piazza, diventata un centro di incontri e di spettacoli di strada. E a trent'anni, Beaubourg pensa ad uscire dai suoi tubi: a fine 2008, aprirà a Metz, guardando l'Europa, mentre progetta di insediare un'antenna a Shanghai.
Centre Pompidou. Il museo ha 30 anni e va a Shanghai
Il Centre Pompidou di Parigi compie 30 anni. Il progetto, voluto da Georges Pompidou, è stato realizzato grazie al sostegno di Jacques Chirac, che ha fatto molto per la sua realizzazione. Il museo è diventato un modello per i centri d'arte contemporanea, grazie alla sua pluridisciplinarietà, che include museo di arte moderna, centro di mostre, biblioteca, l'Iracm per la musica, centro di design, cinema, spettacoli, dibattiti e conferenze, atelier per bambini. Il museo è il terzo monumento più visitato di Francia, con oltre 5 milioni di visitatori nel 2006.
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