Un problema di fondo dei Beni Culturali è che per tutelarli dovrebbe essere preliminare un accordo sui valori della cultura. Solo istituzioni che assegnano valori socialmente condivisi alla memoria, all'arte, agli equilibri tra artificiale e naturale nell'ambiente, possono agire con piena efficacia per la tutela del patrimonio culturale, che è appunto tale in quanto riconosciuto da una comunità. Questo può spiegare perché in decenni di grandi trasformazioni sociali, economiche, e inevitabilmente culturali, in Italia le questioni della tutela abbiano provocato conflitti interminabili, pubblici e privati, e polemiche roventi. Per fare luce sulle difficoltà dell'operare per la tutela in un simile contesto, e sulla necessità di ridefinire e potenziare i mezzi d'intervento, è importante il libro di Roberto Cecchi, "Beni Culturali. Testimonianza materiale di civiltà" (Spirali, pagg. 235, euro 18), presentato qualche giorno fa a Palazzo Reale. Cecchi chiarisce secondo quale visione sia oggi concepibile e praticabile la tutela. Non solo e non tanto con l'individuazione di opere e luoghi pregevoli in base a opinabili ideali estetici, ma recuperando e valorizzando nell'ambiente vissuto le tracce significative della memoria. Nel commentare un passaggio della relazione «Per la salvezza dei Beni Culturali in Italia» pubblicata nel 1967 dalla Commissione parlamentare Franceschini, Cecchi ne sottolinea il punto di svolta concettuale. «E' la testimonianza - scrive Cecchi - l'oggetto della tutela, è ciò che la storia ci ha concretamente lasciato, è ciò che possiamo vedere e toccare. E' ciò che ha una consistenza materiale, qualunque essa sia». Cecchi non nega che anche la prospettiva storico-materiale abbia aspetti opinabili, ma mostra in maniera persuasiva come possa riuscire preziosa nella pratica, pur tra i molti contrasti che chi interviene per la tutela è costretto ad affrontare. Tra i casi ricostruiti da Cecchi - che ha lavorato a Milano ed è stato soprintendente in Calabria e a Venezia - ci sono il restauro del Cenacolo di Leonardo, i progetti di ricostruzione per la Scala e per la Fenice, i lavori agli Uffizi.
IL LIBRO. Cecchi e la tutela della testimonianza
Il libro "Beni Culturali. Testimonianza materiale di civiltà" di Roberto Cecchi esamina la tutela dei beni culturali in Italia. Cecchi sostiene che la tutela dei beni culturali dovrebbe essere basata sulla testimonianza materiale della civiltà, ovvero sulle tracce significative della memoria che possiamo vedere e toccare. Secondo Cecchi, la tutela dei beni culturali dovrebbe essere basata sulla prospettiva storico-materiale, che tiene conto della consistenza materiale delle opere d'arte e degli edifici. Cecchi critica la prospettiva estetica tradizionale, che si concentra sull'aspetto estetico delle opere d'arte, e sostiene che la tutela dei beni culturali dovrebbe essere basata sulla valorizzazione dell'ambiente vissuto.
Artista / Persona
Bene culturale
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