Iniziati i lavori per il recupero della struttura di archeologia industriale. «Qualcosa è sparito» Sono iniziati in questi giorni i lavori di messa in sicurezza delle ex autorimesse Sau, già sede dell'«Anonima Società Tramway», di proprietà comunale, parte delle quali risalgono ai primi del Novecento e che pertanto sono tutelate dal vigente Codice dei Beni culturali e del paesaggio, come patrimonio pubblico. Negli ultimi mesi dello scorso anno, le ex autorimesse che si trovano in via Pantelleria, oggi in totale abbandono e in stato di pronunciato degrado - ma che oltre alla struttura architettonica, di anonimo progettista, conservano suppellettili, oltre che a capriate lignee decorate che appartengono anch'esse all'archeologia industriale -avevano corso il rischio di essere abbattute. Con l'intenzione di fare spazio, si diceva, ad un ampio parcheggio: la zona interessata ricopre, infatti, circa duemiladuecento metri quadrati, fin quando la Sovrintendenza ai beni Culturali di Trapani, dopo una serie di prese di posizione e di interventi, aveva espresso il proprio parere contrario alla demolizione. Per la salvaguardia della «casa del tram» avevano anche scritto l'Ordine provinciale degli Architetti, offrendo la propria collaborazione per ogni iniziativa, finalizzata alla valorizzazione del patrimonio architettonico locale; ma erano intervenuti anche gli insegnanti del Liceo Artistico che avevano proposto di riconvertire le ex autorimesse in uno spazio finalizzato alla produzione di opere scultoree e pittoriche di grandi dimensioni e per l'allestimento di mostre; e infine anche l'associazione Ar'raìs, degli architetti Gianni Mauro e Vito Maria Mancuso, che si occupano della difesa e salvaguardia di opere d'archeologia industriale, aveva lanciato una proposta. Proprio questi ultimi, ieri hanno scritto ieri al sindaco Fazio, alla Sovrintendenza di Trapani e all'Ordine degli Architetti per sollecitarli a «sorvegliare affinchè i lavori siano eseguiti nel rispetto della tutela espressa dalla Sovrintendenza conservando le tipologie originarie dell'immobile, quali infissi, elementi metallici e lignei originali, materiali mobili, come la segnaletica dell'epoca, che risalgono all'attività novecentesca della struttura». In definitiva, a detta della Ar'raìs, che rinnova la sua intenzione a collaborare con l'amministrazione, qualcosa nei lavori non andrebbe, dato che scrivono in una nota «sarebbero state già divelte grate in ferro e altro materiale d'interesse storico e culturale». Per questo dunque sollecita massima attenzione e vigilanza.