Eccola la «Punta Perotti dellimmondizia», come la chiama Vendola. Tutti reclamano la chiusura di questa discarica grande più di un milione di metri cubi che sembra un dinosauro acquattato tra ulivi e campi di grano, a tre chilometri da Altamura. Il sipario doveva calare a novembre dellanno scorso, ma «unordinanza galeotta dellex governatore Fitto nel 2004 concedeva alla Tradeco (società proprietaria dellimpianto, ndr) lopportunità di andare avanti per altri quindici mesi» racconta il consigliere regionale dei Ds, Michele Ventricelli. Ordinanza di cui «nessuno sapeva niente giacché lamministrazione comunale era stata commissariata. Diversamente, lavremmo impugnata» spiega il nuovo sindaco. altamura - Mario Stacca, il primo cittadino, è dellUdc. Razzola nello stesso cortile politico di Fitto, ma dà ragione a Nichi Vendola quando bolla questo arcipelago della spazzatura di contrada Le Lamie, in via Carpentino, come un mostro da abbattere, e basta. «Sì» dice «è arrivato il momento di mettere la parola fine a questa brutta storia. Ho incontrato Vendola il 23 e si è impegnato entro oggi, che è il suo ultimo giorno da commissario straordinario dellemergenza rifiuti, ad emettere unordinanza in cui indicherà la data del 2007 per lo stop al vai e vieni della sporcizia». Contemporaneamente, aggiunge Ventricelli, «dovrebbero essere sbloccati anche i lavori perché finalmente possa prendere forma la struttura per biostabilizzare il pattume a Spinazzola e che sarebbe tirata su in undici mesi». Non uno di più, giacché si rivelerebbe un grattacapo non da poco andare a scaricare la sozzura di nove comuni adesso tenuta insieme alle Lamie. In questa zona a sud-est di Altamura, impera Carlo Columella: è il padrone della discarica che a quanto pare tutti adesso vogliono esorcizzare. Il già meccanico poi diventato ricco sullaltare della raccolta e dello smaltimento delle brutture, è qui da ventanni: il primo lotto lungo la strada provinciale per Laterza, nel 1987, misurava 400 mila metri cubi. Nove anni più tardi, di metri cubi se ne aggiungono 22 mila; nel 1997, altri 100 mila; nel 1999, ancora 255 mila; nel 2002, 150 mila. Il dinosauro, rammentate? A novembre 2006, Vendola spedisce da queste parti una «task force di nomina commissariale» per un sopralluogo: sospetta che «la discarica in questione non sarà più in grado di smaltire rifiuti nel giro massimo di un mese». Fanno accertamenti, gli "007" del governatore-commissario? Si accontentano di una lettera firmata dallamministratore delegato della Tradeco, il ragionier Nicola Riccaldo, che riconosce di «non aver effettuato una analitica e scientifica ulteriore misurazione, in considerazione dei tempi stretti assegnatici», ma «senza tema di smentita» assicura inoltre che «non risulta esaurita la volumetria residua di 7 mila metri cubi». Quindi tira fuori lasso nella manica: lordinanza numero 29 del 20 dicembre 2004 siglata da Fitto, che «autorizza la prosecuzione mediante sopralzo» almeno fino a marzo del 2008. Intanto un anno prima di quel 2006 - era l11 novembre 2005 -, il dirigente comunale del settore ambiente e territorio, larchitetto Giovanni Buonamassa, pretende dalla Tradeco il pagamento del contributo socio-ambientale «dovuto a questo ente in quanto sede di discarica». Dal 1996 al 2003, si tratta di una bella cifra: 527 mila 199, 13 centesimi di euro. Soldi per ora, mai visti. «Ma chi si mette contro Columella?» taglia corto Alessio Dipalo, direttore di radio Regio, emittente tuttaltro che tenera nei confronti del Paperon dePaperoni della Murgia inciampato nel recente passato in guai giudiziari. «Io sono stato rinviato a giudizio per averlo diffamato dopo avere affermato che tutti, a destra come a sinistra, hanno a che fare con la discarica» fa sapere Dipalo. La prova? «Cito soltanto i nomi di un certo peso: Raffaele Crivelli, Rifondazione comunista, era dipendente di Columella; Franco Petronella, consigliere comunale dei socialisti autonomisti, è suo cognato; dallaltra parte della barricata può fare affidamento sullassessore ai Lavori pubblici Michele Marroccoli, dei Popolari per la Puglia, che è stato uno dei revisori dei conti di Columella; sul capogruppo di Forza Italia, Nicola Clemente, alla cui agenzia di assicurazione fa capo la maggior parte dei mezzi di Columella; né dimentico che il segretario dellUdc, Vito Casiello, è stato lingegnere che collaudò la discarica di Columella». Scuote la testa Enzo Colonna, del movimento Aria fresca: «La verità è che la discarica di Altamura potrà essere chiusa e bonificata solo quando tutti si decideranno a fare il proprio dovere».