- MILANO - PER OLTRE novemiladue-cento parchi, spiagge, boschi, acque, alberi, giardini in pericolo (e perfino per il cielo stellato accecato dall'inquinamento) batte e soffre il cuore degli italiani. Sono tanti, infatti, i «Luoghi del cuore» segnalati al Fai per l'omonimo censimento lanciato lo scorso autunno dal Fondo per l'Ambiente Italiano in collaborazione con Banca Intesa San Paolo e del quale ieri sono stati presentati i risultati. Questa terza edizione, riservata ai luoghi naturali, ha visto un incremento di partecipazione del 30 (120.000 contro i 92.000 dello scorso anno) di cittadini preoccupati del degrado in cui sono lasciate alcune inimitabili bellezze naturali o delle mire speculative che incombono su altre. E' IL CASO del Brolo del Monastero di San Giacomo di Veglia, a Vittorio Veneto, primo classificato con 13.060 segnalazioni. Su quello che oggi è un grande prato adiacente a un monastero di clausura pende, infatti, la minaccia di un vasto processo di edificazione. Per salvarlo, le suore si sono costituite già in un comitato assieme a cittadini e intellettuali, tra cui il poeta Andrea Zanzotto. E un altro progetto rischioso, che va contro il volere di 6.249 allarmati cittadini, è quello che prevede il taglio dei bellissimi lecci e tigli di piazza Mercadante a Prato, un polmone verde insostituibile che andrebbe perduto con l'avvio dei lavori di un parcheggio sotterraneo. Altro caso di mala amministrazione riguarda la spiaggia del Fosso Cupido di Sant'Andrea Apostolo dello Ionio: quattro chilometri di natura incontaminata oggi sfregiati dalle scorribande di Suv e destinate a scomparire tra una passeggiata a mare di cemento e un villaggio-campeggio. A rischio edificazione anche parte della Pineta di Marettimo a Favignana e del Parco di Rocca Cencia a Roma. La presidente del Fai, Giulia Maria Crespi, ha dato particolare rilievo a due luoghi lombardi: le marcite di Cascina Linterno a Milano nel Parco delle Cave dove cittadini e Fai sostengono siano in atto progetti speculativi e il Parco del Ticino, messo a rischio da inquinamento idrico e atmosferico e dall'ampliamento dell'aeroporto di Malpensa. MA I LUOGHI del cuore sono anche quelli semplicemente abbandonati e che richiedono interventi di recupero: è il caso, tra tante, delle Cascate del Gorello a Saturnia o della Rocca Borromea di Angera, sul Lago Maggiore, seconda classificata. Chiedendo la riapertura al pubblico dello splendido parco chiuso dal 2002 ha votato l'intera comunità di Angera, quasi milletrecento persone. DUE APPELLI preoccupati anche per le acque montane della Lombardia: al terzo posto nella classifica si trova il Lago Azzurro di Campodolcino, che ogni primavera si riempiva per poi svuotarsi in autunno e che da tre anni e novemila persone vorrebbero sapere perché non si riempie più. Quinte in classifica le acque della Valgrosina, torrenti e cascate di rara bellezza il cui corso è minacciato dai lavori Enel.