Le ultime scoperte a Pompei e Ercolano, le nuove tecniche di scavo e i risultati scientifici degli ultimi tre anni saranno presentate a Roma nel Convegno Internazionale "Nuove ricerche archeolo-giche nell'area vesuviana" organizzato dalla Soprintendenza di Pompei in collaborazione con l'Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell'Arte e con la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano, da giovedì a sabato a Roma, nella Sala del Mappamondo di Palazzo Venezia. Da dieci anni infatti sono numerosissime le equipes all'opera nell'area archeologica vesuviana, provenienti tutto il mondo, dagli Stati Uniti al Giappone, dall'Inghilterra, alla Francia, dalla Spagna alla Svezia. Una attività che ha contribuito a fare di Pompei, di Ercolano e degli altri siti cosiddetti "minori" della Sap un laboratorio di ricerca che non ha confronti nell'attuale panorama dell'archeologia classica. Cinquanta saranno i relatori provenienti oltre che dalle Università italiane da Università e Istituti di 12 paesi, sei le sessioni presiedute ciascuna da Adriano La Regina, Paul Zanker, Fausto Zevi, Ida Baldassarre, Dieter Mertens, Stefano De Caro. Il convegno sarà aperto dal saluto del Soprintendente archeologo di Pompei Pietro Giovanni Guzzo di recente insignito del Premio Federico Zeri per la tutela del patrimonio culturale italiano. Nella sala del Mappamondo saranno inoltre esposti 21 poster esplicativi delle varie relazioni.