Catania. Firmata la convenzione. Finanziato da Provincia e Fondazione Plaza, venti i prescelti Il Soprintendente del Mare Tusa: così potrebbero aumentare i siti siciliani patrimonio dell'umanità CATANIA. Mancanza di piani di gestione, nessuna programmazione di marketing, assoluta incapacità di valorizzare un patrimonio da accrescere dal punto di vista economico. Sono alcuni dei mali che affliggono i nostri beni culturali e, per superare questo handicap, la provincia regionale di Catania ha finanziato un corso internazionale in valorizzazione e gestione del patrimonio culturale, proposto in partnership dall'Unesco con Etnos, Fondazione Plaza, Ente Parco dell' Etna e Università di Catania. L1 iniziativa è stata presentata ieri mattina nel centro direzionale Nuovaluce, dal presidente della provincia, Raffaele Lombardo, presenti l'assessore alle Politiche del lavoro, Pippo Greco, il dirigente della Formazione, Domenica Pagliaro, Ray Bondin, presidente del Comitato città storiche dell'Unesco e segretario aggiunto dellìcomos, Sebastiano Tusa, responsabile della Soprintendenza del Mare, Antonio Fabbrizio della Fondazione Plaza, il commissario e il direttore del parco dell'Etna, rispettivamente Pietro Scaffidi Abate e Giuseppe Spina e Francesco la Rocca, responsabile di Etnos. «Questo Ente è da sempre attento alle potenzialità ed ai problemi dei beni culturali -ha sottolineato Lombardo- perché siamo convinti che valorizzando il nostro patrimonio storico, architettonico e artistico si possa contribuire, oltre che alla salvaguardia di testimonianze spesso millenarie, favorire la crescita socio-culturale del territorio e incentivare un turismo non di massa, ma di qualità». Per Sebastiano Tusa l'iniziativa «permette di affiancare agli esperti della conservazione anche una nuova figura professionale che consente la gestione economica del bene, coinvolgendo soggetti pubblici e privati. Questa nuova filosofia può anche essere la giusta premessa per allungare l'elenco dei siti riconosciuti dall'Unesco nella nostra regione». «È sicuramente un momento importante perla Sicilia -ha sottolineato Bondin- dove potrà essere applicata concretamente la nuova filosofia che riguarda i beni culturali: non solo da conservare e studiare, ma anche da utilizzare come protagonisti di attività di marketing». Saranno venti i corsisti impegnati. La convenzione prevede anche che l'Unesco valuterà la possibilità di inserire la città di Palermo nella lista del patrimonio dell'umanità Unesco.