Ci vorrebbero le ruspe, ma non troppe: la Toscana è restaurabile, non irrimediabilmente compromessa come Calabria o Sicilia, perché ha riservato maggior attenzione alla tutela dell'ambiente. Lo afferma Antonio Paolucci, soprintendente ai beni architettonici e artistici dell'area metropolitana Firenze-Prato-Pistoia, che mentre prende posizione sul disegno di legge del ministro Urbani che vuoi buttar giù orrori architettonici ed ecomostri, traccia anche una mappa degli edifici e delle aree che in Toscana andrebbero demolito. E puntando il dito su quelle realtà dove credendo di far meglio si rischia di far peggio, lancia una proposta: si dia piena facoltà di decidere agli storici dell'arte. Professor Paolucci, il consiglio dei ministri ha varato il disegno di legge sulla qualità architettonica: il ministro Urbani vuoi demolire il brutto, e finanziare i progetti di chi rispetta territorio e bellezza. Lei che cosa ne pensa? «Credo che l'impegno più importante nei prossimi 10 anni sarà proprio la ripulitura delle brutture architettoniche costruite dal dopoguerra. Anche se costerà moltissimi soldi. La linea di comportamento espressa dal disegno di legge è dunque, a parer mio, quella giusta». Ma come si realizza? Ora che le Soprintendenze hanno responsabilità limitate ai monumenti e alle aree vincolate, chi deciderà cos'è bello e cos'è da demolire? «Che l'ecomostro del Fuenti o quello di Punta Perotti a Bari siano brutti e da demolire, chiunque lo può vedere. Sarà molto più complicato decidere di buttare giù molte periferie cittadine costruite nel dopoguerra, che andrebbero distrutte e ricostruite secondo criteri di tutela ambientale, bellezza e vivibilità. Ma l'onere economico sarebbe enorme: non basterebbero i soldi di due finanziarie. Detto questo, secondo me, a decidere che cosa buttare giù dovrebbero essere gli storici dell'arte, libri e dipinti alla mano, potrebbero riportare l'aspetto delle città più vicino a quel che erano prima di essere deturpate». Si può tracciare una mappa delle brutture architettoniche in Toscana? Dove dovrebbe agire la ruspa? «A San Giovanni Valdarno, ad esempio. Dove, se ci si affaccia dalla finestra di Palazzo Pretorio e si guardano i monti dipinti da Masaccio, il paesaggio è devastato da un ecomostro alto dieci piani, un aborto di grattacielo di campagna, un condominio che andrebbe subito demolito. Pensiamo poi a Novoli, la periferia di Firenze: andrebbe rasa al suolo e rifatta completamente. Alle porte di Pistola, poi, venendo da Prato, ci sono sulla destra tre costruzioni di cemento grigio, gigantesche, di vago aspetto triangolare, senza terrazzi, che soffocano la piccola architettura circostante e tagliano via la vista dei monti, deturpando lo skyline di Pistola, tra le poche realtà ancora circondate da un anello verde, come le città antiche. Passando alla costa, la Versilia è quasi tutta bellissima, con due brutte eccezioni: la conurbazione selvaggia intorno al Lido di Camaiore, e la Marina di Torre del Lago, che è un esempio di come credendo di far meglio si finisca per peggiorare. Le baracchine che sono state demolite perché abusive avevano tuttavia una struttura caratteristica che doveva essere conservata: ora sembra di essere a Klagenfurt». Non pensa che il problema degli ecomostri si debba risolvere tuttavia a monte con una maggior tutela dell'ambiente da parte del governo? «Infatti. Apprezzo il ministro Urbani, ma non vorrei che l'atteggiamento di questo governo fosse schizofrenico, se non tutela l'ambiente e consente ad esempio il condono edilizio. Per ora prendiamo il buono di questa legge, ma vigiliamo affinchè non ci siano comportamenti contraddittori»
La Toscana? E' restaurabile
Antonio Paolucci, soprintendente ai beni architettonici e artistici dell'area metropolitana Firenze-Prato-Pistoia, ha espresso la sua posizione sul disegno di legge del ministro Urbani che prevede la demolizione di edifici brutti e la finanziazione di progetti di qualità architettonica. Paolucci sostiene che la Toscana è restaurabile e non irrimediabilmente compromessa come Calabria o Sicilia, grazie alla tutela dell'ambiente. Ha tracciato una mappa degli edifici e delle aree che in Toscana dovrebbero essere demolite e ha proposto di dare piena facoltà di decidere agli storici dell'arte.
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