Un gruppo di associazioni chiede l'intervento della Regione. Ondata di cemento sul Tirreno Cosentino: scatta la richiesta di intervento per il ripristino dello stato dei luoghi preesistenti. Sul piede di guerra le associazioni ambientaliste Legambiente del Tirreno Cosentino, Rischio Zero di Scalea, Comitato Difesa Ambiente di Diamante e il Circolo Culturale Città di Fella di Bonifati, che hanno chiesto una urgente ispezione e l'immediata sospensione di alcuni lavori in corso in quanto gravemente lesivi dell'ecosistema del Tirreno Cosentino, già gravemente compromesso. Le sigle ambientaliste, hanno chiesto l'intervento degli assessori regionali Michelangelo Tripodi e Diego Tommasi, del Nucleo V.I.A. del Dipartimento Ambiente, della Commissione "Identità e Paesaggio", della Soprintendenza per i Beni Architettonici e paesaggistici per la Calabria, della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici e della Procura della Repubblica di Paola. Belvedere Marittimo, Bonifati e Praia a Mare, sono le località sotto i riflettori. Per la realizzazione di un complesso turistico alberghiera sull'arenile di Belvedere Marittimo in località Palazza, gli ambientalisti suppongono che all'atto della presentazione del progetto sia stata utilizzata «una cartografia risalente ad almeno 30 anni addietro in quanto la palificazione in cemento armato del costruendo albergo è tutta infissa nell'arenile ed il bagnasciuga si trova a non più di quindici metri dal manufatto». Nel comune di Bonifati sull'arenile di località Pietra Bianca, gli ambientalisti hanno messo in evidenza la realizzazione di un parcheggio con traversine in cemento del rilevato ferroviario. «Tale cantiere è stato sequestrato per ben due volte, ma nessun organo di polizia ha provveduto ad imporre ai responsabili la rimozione delle circa mille traverse di cemento posizionate nella sabbia in gabbioni di rete metallica. Esse sono state peraltro interrate nell'arenile e di recente addirittura rinforzate con massi di cava e ricoperte con terra di riporto. È stata richiesta l'immediata asportazione di tutte le traverse». Sempre a Bonifati, risulta agli ambientalisti, che sia stato inoltrato al Comune, un progetto che prevedrebbe un albergo multipiano all'interno della macchia mediterranea, nelle immediate vicinanze dal funzionante Faro di avvistamento, a non più di 100 metri dalla Torre d'Avviso in presenza di una significativa emergenza di archeologia industriale (catalogata dalla Soprintendenza come "Frantoio Baldini") e nel mezzo dell'itinerario Scogliera S. Maria - Torre del Capo, su cui stanno operando Regione Calabria, Afor, Comunità Montana e Comune di Bonifati. L'immediata vicinanza della stessa Scogliera di S. Maria, osservano gli ambientalisti, «aumenta ulteriormente l'impatto ambientale di tale inutile opera per la quale chiedono di negare ogni permesso all'edificazione». Risulta, inoltre agli ecologisti, che a Praia a Mare, sulla Scogliera di Fiuzzi, «sarebbe stato concesso il Nulla Osta Paesaggistico per una struttura alberghiera di sette piani». A tal proposito, intendono sapere se il Nucleo V.I.A. della Regione Calabria abbia espresso parere in merito e chiedono di negare qualsivoglia permesso edificatorio.