BARI - «L'estensione dell'iscrizione Unesco da Alberobello al paesaggio più vasto della Pietra a secco della Valle dei Trulli è un passo importante e assumerebbe un valore di modello nella tutela e nella valorizzazione dei beni culturali e naturali»: è quanto ha detto la sottosegretaria all'Ambiente, Laura Marchetti, intervenendo alla giornata di studio su paesaggi a secco tenuta a Alberobello. La sottosegretaria, che ha tra le altre deleghe quella per la Tutela del Paesaggio, ha sostenuto che puntare ad allargare l'iscrizione Unesco ottenuta per i soli trulli di Alberobello «significa mettere sotto tutela un complesso sistemico e un paesaggio universale del Mediterraneo». «Civiltà della pietra - ha ribadito la Marchetti - sembra un ossimoro, perché pietra è natura, materia, ma in Puglia è diventata civiltà e paesaggio unico, un archetipo dove a decidere è una valle, una comunità». Nel seminario, su iniziativa dell'associazione Lapis (Laboratorio culturale del paesaggio della Pietra a Secco) è stata proposta agli amministratori di 13 Comuni della Valle d'Uria (Alberobello, Locorotondo, Putignano, Noci, Castellana, Conversano, Monopoli, Martina Franca, CeglieMes-saDica. Cisternino, Osruni, Fasano e Carovigno) di sottoscrivere un «protocollo d'intenti» con il quale «i Comuni assumono l'impegno di promuovere tutte le iniziative funzionali alla presentazione del dossier di candidatura per l'estensione del titolo Unesco da «i trulli di Alberobello» a «i trulli di Alberobello e il paesaggio della pietra a secco». Cinque i Comuni che hanno già firmato (Locorotondo, Noci, Putignano, Monopoli e Ceglie), altri 7 hanno annunciato la sottoscrizione nei prossimi giorni. Resta per ora fuori il Comune di Alberobello. Quanto alle resistenze di Alberobello, la Marchetti ha messo in guardia da certi processi che anche altri siti Unesco, come Matera, stanno correndo: «I centri storici - ha detto la sottosegretaria - corrono il rischio di mettersi in posa davanti un turismo evidentemente insostenibile, n rischio è quello di una disneilandizzazione della cultura e dell'ambiente in nome della «violenza della kodak» che si perpetra quando ci si mette in posa davanti al viaggio che compie l'altro». Da qui l'importanza di sostenere l'allargamento avendo cura non solo della tutela ma anche della gestione della valorizzazione.