L'accordo tra sindacati e l'assessore regionale ai beni culturali Carlo Mannoni sulla possibilità di mettere in cassa integrazioni i lavoratori dei cantieri di Tuvixeddu e Tuvumannu è di difficile (se non impossibile attuazione). A sostenerlo è Coimpresa, una delle aziende i cui lavori sono stati bloccati dalla sospensione imposta dalla Regione. "Coimpresa", si legge in una nota, "ha naturalmente a cuore la sorte dei propri dipendenti ma in cassa integrazione potrebbe essere assicurata dall'Inps se i motivi di interruzione dei lavori fossero comunque di origine tecnica e amministrativa. A nostro avviso non è questo il caso, in quanto l'evento esterno, cioè il provvedimento di sospensione firmato dalla Regione lo scorso 12 gennaio, non discende da un quadro normativo legittimo ma è una decisione arbitraria dell'Assessorato ai Beni Culturali". "Tra l'altro", prosegue, "nel succitato accordo non compare, tra i soggetti firmatari, l'INPS che è deputato al pagamento dei lavoratori. Se l'INPS non accoglie la richiesta, perché ritenuta illegittima, il pagamento della cassa integrazione rimane di competenza dell'azienda che ha in carico i lavoratori. Coimpresa non può chiedere ad un soggetto terzo (lìnps) di pagare per quello che ritiene un evidente caso di lesione dei diritti soggettivi. Nella nota si fa riferimento alla valutazio-ne delle aree interessate da un vincolo ancora da decidere. Coimpresa è curiosa di sapere se e quando i lavori riprenderanno. Nel mentre, per quanto sopra espresso, non sussistendo i motivi per richiedere all'INPS la cassa integrazione, la società ha intanto sospeso dalle attività lavorative i propri dipendenti e sta seriamente considerando l'opportunità di ricorrere ai licenziamenti. Ovviamente Coimpresa preferirebbe mantenere in essere i contratti di lavoro". Intanto questa mattina si ripete "Tuvixeddu: un colle da salvare", itinerario allo scoperta della necropoli che domenica scorsa aveva richiamato più di 500 persone. L'appuntamento è fissato alle 10 in Vico IV Sant'Avendrace. A100 anni dagli studi dell'archeologo Taramelli che intraprese i primi scavi nel versante della necropoli che si affaccia su viale Sant'Avendrace, Legambiente vuole ripercorrere gli stessi luoghi per denunciare lo stato d'incuria e dissesto nel quale si trovano ora alcuni siti d'indiscusso valore storico. All'iniziativa hanno dato la loro adesione il sindaco di Cagliari, i capigruppo del Consiglio comunale e regionale, le associazioni "I Sardi", "Progettare il futuro", "Italia nostra" e WWF.
Azienda all'attacco:Tuvixeddu, non c'è cassa integrazione
L'assessore regionale ai beni culturali Carlo Mannoni ha firmato un accordo con i sindacati per la possibilità di mettere in cassa integrazioni i lavoratori dei cantieri di Tuvixeddu e Tuvumannu. Tuttavia, l'accordo è di difficile attuazione. Coimpresa, un'azienda che ha lavori bloccati dalla Regione, sostiene che l'accordo non è legittimo e che l'INPS non dovrebbe pagare la cassa integrazione. Coimpresa ha sospeso i lavoratori e sta considerando l'opportunità di licenziarli. Intanto, Legambiente ha organizzato un itinerario per lo scopo di denunciare lo stato d'incuria e dissesto dei siti storici, tra cui la necropoli di Tuvixeddu.
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