Un auspicio del direttore Bradburne. Ieri la presentazione dell'intenso triennio di mostre Qualità, innovazione, modernità e attrattiva. È questo il paradigma dell'attività della Fondazione Palazzo Strozzi nel triennio 2007-2009Ì La presentazione ufficiale del programma delle mostre è avvenuta ieri nell'altana del «più bel cubo del Rinascimento» alla presenza del presidente Lorenzo Bini Smaghi, del direttore James Bradburne, della soprintendente speciale per il polo Museale Fiorentino Cristina Acidini, del presidente della Provincia Matteo Renzi e del presidente della Camera di Commercio Luca Mantellassi. Doveva presenziare anche il sindaco Leonardo Domenici ma, come ormai ci ha abituati, ha dato forfait e al suo posto ha inviato il neo assessore alla cultura Giovanni Gozzini il quale ha esordito con una sorta di slogan: «quando lo Stato si occupa troppo di cultura, crea guai. La politica ha messo in piedi la Fondazione Palazzo Strozzi ma adesso questa deve proseguire da sola. E il varo del piano triennale delle mostre rappresenta la prima vera novità». Buoni propositi - La sinfonia di buone intenzioni è proseguita con Renzi che non ha nascosto il suo orgoglio per aver contribuito a mettere in piedi la fondazione; anche Mantellassi si è unito al coro affermando che il pubblico non deve prevaricare il privato mentre Cristina Acidini, più pragmatica di chi l'aveva preceduta, ha parlato di «vigilia di un collaudo importante» alla ricerca di «strategie comuni» per fare di Palazzo Strozzi un luogo culturale aperto a tutti. Proprio da lei è venuto un primo segnale di novità: «l'attenzione verso il mondo giovanile e la contemporaneità di approccio e di linguaggio» nel proporre mostre e vari appuntamenti. Le intenzioni di Bini Smaghi - Da patte sua Bini Smaghi - che ha pubblicamente negato l'esistenza di problemi con Palazzo Vecchio (mercoledì scorso era corsa voce che tra lui e il presidente del consiglio comunale, Eros Cruccolini, fossero corse parole grosse per telefono) - ha definito l'affollata conferenza stampa di ieri come il primo appuntamento per presentare i grandi eventi previsti e il programma «coerente con le ambizioni dei soci». Tra le ambizioni di Bini Smaghi, c'è quella di far diventare Palazzo Strozzi non solo un «mostrificio» ma un luogo di cultura aperto tutto l'anno. L'obiettivo, inesorabilmente, passerà attraverso l'organizzazione di mostre di rilevanza internazionale, la programmazione finanziaria senza sorprese e la separazione delle competenze tra scientifica e decisionale. Preannunciando un annuale resoconto ai soci e la pratica dell'assoluta trasparenza, Bini Smaghi ha poi fatto appello al sostegno pubblico chiedendo, tra l'altro, la pedonalizzazione di piazza Strozzi. Forse sarebbe stato meglio se qualcuno gli avesse detto che quel suo desiderio era esaudito prima che lo pensasse. I "desiderata" di Bradburne - Prima di illustrare una ad una le sette mostre per il momento inserite nel programma triennale, il direttore canadese James Bradburne ha lasciato intendere quali sono i suoi desiderata. «Palazzo Strozzi deve diventare un cantiere di cultura - ha detto - pronto a fare la sua parte nella sfida globale che si svolge a Firenze dove, tra gli altri, sono presenti circa 30mila studenti». Secondo Bradburne, le mostre dovranno essere tutte di livello internazionale, e gli spazi che le accoglieranno dovranno prevedere posti a sedere davanti alle opere, dove poter ammirare i capolavori e riflettere, n pragmatismo anglosassone è poi emerso in tutta la sua forza quando il direttore ha parlato dell'importanza dei servizi di Palazzo strozzi «che dovrà avere bagni puliti e funzionanti»... Viene da chiedersi se un direttore italiano avrebbe mai avuto il coraggio di una simile, giustissima, affermazione. Poi torna a pensare ai giovani: «la Strozzina (la galleria museale che si snoda negli spazi seminterrati del palazzo, ndr) ospiterà eventi di arte contemporanea, mostre tematiche , di arte applicata, più brevi rispetto al consueto, circa 6 settimane, a ritmo di I-Pod o di MTV» scherza Bradburne. «Se consideriamo palazzo Strozzi come un ristorante - ha aggiunto - le mostre sono la bistecca alla fiorentina mentre le iniziative della Strozzi-na sono come degli antipasti. L'attività della galleria sotto il palazzo inizierà entro la fine dell'anno e in autunno presenteremo il programma; intanto cerchiamo validi collaboratori». Per il piano terra del palazzo, alcune delle idèe di Bradburne sono discutibili: saranno spalancati i portoni di via Tornabuoni e via Strozzi, l'apertura di una libreria, lo spazio dedicato a performance dal vivo, magari invitando un grande artista e l'inaugurazione di una caffetteria. Quest'ultima è quella che fa storcere il naso di più: Yappeal del padre di tutti i palazzo quattrocenteschi dipende un caffè e da un cornetto? In piazza, a 50 passi dall'entrata, c'è già un bar. A forza di pensare a Palazzo Strozzi come a un ristorante, forse Bradburne ha dimenticato che, sull'idea di una caffetteria al piano terra, la soprintendenza per i beni architettonici probabilmente avrebbe qualcosa da ridire. Infine il Forte Belvedere. Per il momento non accadrà niente. Probabilmente ospiterà degli appuntamenti ma non prima del 2008. Le ipotesi sono quelle di una mostra di scultura moderna e di arte contemporanea A margine della presentazione, da segnalare l'intenzione dell'assessore Gozzini di modulare un certo tipo di appuntamenti dell'Estate Fiorentina che abbiano come benchmark (cioè punto di riferimento e criterio di qualità) proprio la mostra che; in quel momento, sarà in svolgimento a Palazzo Strozzi. Le mostre - Finalmente le mostre. Senza mostrare particolare coraggio - manca, ad esempio, una vera mostra dirompente di arte contemporanea - Bradburne ha sciorinato il cartellone sino al 2009. Sette mostre, sei delle quali, nonostante il fitto velo di mistero che le aveva avvolte, erano già state anticipate da il Giornale della Toscana tre giorni fa. il primo appuntamento è per il 2 marzo con «Cézanne a Firenze», promossa e prodotta dalla Cassa di Risparmio di Firenze, che si chiuderà il 29 luglio. In mostra cento opere (30 delle quali dipinte dall'artista di Aix-en-Provence) per raccontare l'avventura culturale di due collezionisti americani, Egisto Paolo Fabbri e Charles Alexander Loeser, che ai primi del Novecento raccolsero nelle loro dimore fiorentine, in controtendenza con il clima estetico del tempo, decine di dipinti di Cézanne contribuendo all'affermazione di quel genio solitario che fu il pittore francese. Da ottobre a gennaio si terrà «La moda cambia la moda», in collaborazione con Pitti Discove-ry, mostra dedicata alla moda femminile degli anni 80 e 90 con oltre cento abiti esposti proveniènti dalla collezione permanente del County Museum of Art di Los Angeles. Un viaggio attraverso la rivoluzione dei materiali e delle forme operata da una quarantina di stilisti di fama internazionale, di cui solo due italiani. Tra loro Issey Miyake, Martin Margela, Vìvienne Westwood, Thierry Mugler. Tre gli appuntamenti del 2008. In primavera «Celeste Impero» sull'arte cinese tra il 618 ed il 907 d.C, mostra dedicata ai capolavori dell'epoca Tang. Da luglio a settembre «Dipingere la luce», 60 capolavori per raccontare tecniche, trucchi e segreti dei maestri dell'Impressionismo. In autunno «Donne al potere», dedicata agli arazzi creati per due fiorentine regine di Francia, Caterina e Maria de' Medici. Nel 2009,400 anniversario dell'invenzione galileiana del cannocchiale, una grande mostra storico-scientìfica e interattiva intitolata «Macrocosmo»: la rappresentazione dell'universo dagli antichi all'invenzione del cannocchiale che coprirà primavera ed estate. In autunno «Dolci Inganni», ovvero l'arte del trompe l'oeil dall'antichità al contemporaneo. Numeri, precisazioni e interventi - D budget previsto della Fondazione Palazzo Strozzi è di circa 7 milioni di euro all'anno: 2,4 milioni ci-scuno da Camera di commercio e Provincia; 3 milioni dalla neonata Associazione Partners di Palazzo Strozzi, costituita dai gruppi Ferraga-mo, Fingen, Gucci, Ppr, Intesa Sanpaolo, Boston consulting, Banca Toscana, lira, nuovo Pignone. Sponsorizzazioni extra verranno da privati. Il Comune, da parte sua, ci mette l'immobile. A tal proposito i consiglieri Provinciali di An Guido Sensi, Nicola Nascosti e Piergiusep-pe Massai hanno rilevato che, secondo quanto affermato ieri dall'assessore Gozzini, «il Comune di Firenze non contribuirà più economicamente e finanziariamente alia vita della Fondazione sostenendo che questa struttura deve riuscire a camminare con le proprie gambe e lavorare per avere adeguati proventi economici derivanti dalla propria attività». Contattato sulla vicenda, Gozzini ha dichiarato che si tratta di una concetto politico, cioè che «la Fondazione deve operare in maniera autonoma secondo regole di trasparenza e sotto il controllo del Comune che non farà venir meno al sostegno, neanche finanziario». Da parte sua il vicecapogruppo di Forza Italia Gabriele Toccafondi, ha criticato il metodo utilizzato per la presentazione del programma della Fondazione, sottolineando che, prima, questo non è avvenuto in consiglio comunale e aggiungendo «la necessità di un chiarimento da parte del primo cittadino perché se l'assemblea ha votato e ribadito un metodo di relazioni con la Fondazione questo deve essere rispettato».