Quando, qualche mese fa, Alberto Ferruzzi presidente di Italia Nostra mi ha trasmesso il desiderio del Comune di Milano di avere da noi qualche suggerimento per la sistemazione di piazza Sant'Ambrogio, abbiamo convenuto di accettare perché ritenevamo il parcheggio sotterraneo in se stesso una buona cosa e non condivisibili le obiezioni già allora sollevate e oggi riproposte sul Corriere da un gruppo di rispettabili intellettuali tra i quali molti nostri amici. Che gli scavi meccanici possano, a venti metri di distanza, compromettere la stabilità dei campanili ci è parsa congettura senza fondamento, considerato che sessant'anni fa sono stati foderati di cemento armato. Del resto basta appostarsi con un apparecchio che registra le onde d'urto una specie di sismografoper constatare che a tale distanza il terreno non trasmette alcuna vibrazione. La convinzione poi che nel centro storico non debbano venire realizzati parcheggi sotterranei è rispettabile ma anchenonostante la sicura competenza dei firmatarinon condivisa dalla tradizione culturale e dalla prassi europea. Che il sottosuolo delle città possa e debba venire adoperato per scavarci canali di traffico è stata intuizione leonardesca, ripresa in seguito da Pierre Patte alle metà del Settecento, nella temperie illuminista, e praticata dovunque nei successivi duecentocinquant'anni: non risulta a Milano un disagio diffuso per piazza del Duomo, il cui sottosuolo è un gruviera, e neppure tra gli abitanti dei quartieri, che affollano in piazza Sant'Ambrogio e a porta Ticinese gli uffici delle imprese per comperare finalmente un box sotterraneo. La politica seguita nei centri storici europei, per poterli rendere pedonali, è stata al contrario di quanto asserito, di scavare grandi parcheggi sotterranei e di pedonalizzare strade e piazze permettendo soltanto il passaggio di auto da e per i parcheggi. Questa soluzione ha decine di esempi in tutta Europa (a Madrid, a Parigi, a Vienna, a Bordeaux, a Montpellier per dire). La più prossima di queste città è forse Strasburgo, dove chiunque può andare in auto il prossimo weekend potrebbe fermarsi a rivedere la Crocifissione di Grunewald a Colmar e ad assaggiare in questa stagione il Traminer fresco dell'Abazia dove al di sotto di piazza Gutemberg è stato scavato da decenni un parcheggio con grande soddisfazione di tutti. Dunque le autorità convocate dagli scriventi al moribondo capezzale di piazza Sant'Ambrogio nell'ordine: Letizia Moratti, Vittorio Sgarbi, Carla di Francesco e Francesco Rutelli dormano pure stavolta sonni tranquilli: forse il presidente di Italia Nostra e il sottoscritto hanno più specifiche e accertate competenze in questo campo dei loro amici che hanno sottoscritto la lettera.
Box in Sant'Ambrogio. Un progetto europeo
Il presidente di Italia Nostra, Alberto Ferruzzi, ha chiesto al sottoscritto di fornire suggerimenti per la sistemazione di piazza Sant'Ambrogio a Milano. Il sottoscritto ha accettato e ha suggerito di realizzare un parcheggio sotterraneo. Tuttavia, ha rilevato che le obiezioni sollevate sul Corriere da un gruppo di intellettuali sono basate su congetture e non su fatti. Il sottoscritto ha anche affermato che il sottosuolo delle città può essere utilizzato per realizzare canali di traffico e che questo è stato fatto in molte città europee.
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