Cinquanta opere pronte a partire e bloccate quando il cantiere stava per essere organizzato. Centodue milioni di euro pronti ad essere spediti in Sicilia e rimasti invece nelle casse di Bruxelles. Centinaia di professionisti costretti a riporre nei cassetti progetti già approvati. Ma, soprattutto, il rischio che un singolo ricorso al Tar, per una piccola e localizzata opera, possa bloccare l'intero investimento di Agenda 2000 in Sicilia, seppure in un settore specifico. È questo il risultato di un ricorso al Tribunale amministrativo di Catania che ha bloccato una intera misura (cioè un programma di spesa) di Agenda 2000, il piano di investimento dei fondi europei. In seguito al ricorso presentato dall'Istituto delle suore di Santa Dorotea di Mirabella Imbaccari (paesino della provincia Etnea) il Tar ha concesso la sospensiva della graduatoria che assegna i finanziamenti, ma non solo per la provincia di Catania: lo stop riguarda tutte le nove graduatorie. Quindi - in attesa che venga accolto o rigettato il ricorso - si è fermato l'intero programma regionale: paralizzando una delle misure più importanti dell'assessorato ai Beni culturali, la «2.01 -Recupero e fruizione del patrimonio culturale e ambientale» che prevede la rinascita di parchi, musei, biblioteche, chiese, monasteri, pinacoteche, piazze e antichi palazzi. Un caso analogo a quello che nell'inverno scorso bloccò i Pit, altri progetti di Agenda 2000: sulla base del ricorso di un piccolo Comune il Tar di Catania (lo stesso che con una propria sentenza sta paralizzando il campionato di calcio di serie B) sospese tutto l'investimento in Sicilia. In assessorato hanno ricevuto la notifica della sospensione del bando, hanno studiato le carte e interpellato gli esperti per settimane ma hanno dovuto allargare le braccia e iniziare a comunicare lo stop ai Comuni e le province che erano pronti ad aprire i cantieri. A cascata la doccia fredda è poi piovuta su professionisti e imprese edili. «Il ricorso - spiega Daniela Mazzarella, dirigente del servizio Patrimonio dell'assessorato - è contro l'esclusione del progetto di recupero di una chiesa. Si contestano i criteri di assegnazione dei fondi previsti nel bando e che hanno portato alla formazione delle graduatorie. Il bando è stato emesso nel novembre del 2002 e prevede di finanziare con oltre 102 milioni 50 opere in tutta la Sicilia». Ma proprio la spesa dei fondi adesso è il problema principale, l'assessorato esclude che si possano perdere i 102 milioni ma ammette che i tempi si allungano: «In questi casi - spiega il direttore Giuseppe Grado - basta comunicare alla Regione e all'Ue la sospensiva del Tar per sospendere la decorrenza del termine entro cui impiegare i finanziamenti. Ma poi si dovrà attendere l'esito del ricorso... Peccato, eravamo già pronti ad erogare i soldi». L'assessorato ha chiesto all'Avvocatura dello Stato se sì può andare avanti almeno nelle province non interessate dal ricorso: «Ma ci siamo visti ugualmente costretti - spiega la Mazzarella - a sospendere tutto e a presentare un appello al Cga contro l'ordinanza del Tar di Catania. Adesso però dovremo attendere che il Consiglio di giustizia amministrativa si pronunci, e non accadrà prima della fine dell'estate». Ovviamente se il Cga in autunno rigettasse l'appello della Regione tutto resterebbe bloccato fino alla decisione di merito del Tar di Catania. E nell'ulteriore ipotesi che il Tribunale amministrativo accolga anche nel merito il ricorso delle suore, allora si dovrebbe rifare il bando da capo: «Ma è un'eventualità a cui per ora non voglio pensare - precisa Grado -. Non fasciamoci la testa prima del tempo. Intanto stiamo portando avanti tutte le altre misure, che sono ugualmente importanti».
Fondi Ue, progetti bloccati dal Tar. Fermi a Bruxelles oltre cento milioni
Un ricorso al Tar di Catania ha bloccato l'intero programma di spesa di Agenda 2000 in Sicilia. Il bando, che prevedeva la finanziazione di 102 milioni per 50 opere, è stato sospeso per la sospensiva della graduatoria. Il ricorso è stato presentato dall'Istituto delle suore di Santa Dorotea di Mirabella Imbaccari, che contesta i criteri di assegnazione dei fondi. L'assessorato ai Beni culturali della Regione ha ricevuto la notifica della sospensione del bando e ha deciso di sospendere tutto, anche se non è stato possibile comunicare lo stop ai Comuni e le province che erano pronti ad aprire i cantieri.
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