In duemila a Palazzo Marino: Non dividete il parco delle Cave Prati e alberi disegnati su scatole di cartone con bambini che giocano La manifestazione con cori e cartelli "La gestione resti a Italia Nostra" Giovedì la delibera verrà discussa in Consiglio. "La ritiro se viene stavolta" Lassessore Cadeo "Noi vogliamo migliorare la struttura, faremo un concorso" Lorganetto intona a ciclo continuo Ci vuole un fiore. E i duemila che vanno da largo Cairoli a palazzo Marino la cantano, tenendo cartelli che dicono "Uniti per un parco unito". Tanti, molti più del previsto, tutti in marcia per il parco delle Cave: «La sua gestione non va smembrata, ma deve restare a Italia Nostra, che lha trasformato da luogo di degrado a fiore allocchiello». Davanti al Comune la protesta prosegue chiassosa. Ma niente insulti o slogan: sembra di essere proprio al parco, coi bambini che giocano e si divertono, anziché davanti alla Scala. Spunta un disegnone di prati e alberi fatto su scatole di cartone e una bionda un po arcigna (simbolo del sindaco) che vuole disfare il gioco, e i bambini glielo impediscono. E quando ce la fa, loro si mettono a ricostruire il parco. Fino a che le porte di Palazzo Marino si aprono per far entrare una delegazione dei manifestanti, che incontrano lassessore al Verde, Maurizio Cadeo, autore della delibera che vuole cambiare la situazione al parco, passando dalla sola Italia Nostra a più associazioni. Una riunione che inizia malissimo: pochi minuti dopo esce furioso Sergio Pellizzoni, direttore del parco. Cadeo ha chiesto conto di una differenza piuttosto rilevante (un milione di euro) che emergerebbe tra i soldi ricevuti e quelli messi a rendiconto. E si è presto passati agli insulti. Lincontro non prosegue molto meglio, benché alla fine lassessore smorzi: «Siamo daccordo sul principio, cioè preservare il parco, anzi migliorarlo. Ci dividono i mezzi per arrivarci. Per Italia Nostra deve essere la sua gestione, come finora. Per me no. Anzi, per la legge: è suolo pubblico non possiamo dare una gestione così, ma con un concorso e puntando sulla collaborazione tra le associazioni che vogliono operare lì». Da questa differenza discende tutto il dissidio. Anche su chi deve fare rispettare le regole alle Cave: per Cadeo il Comune, per Italia Nostra il consorzio di gestione. «Noi il parco lo stiamo facendo, le associazioni lo usano - spiega il presidente Alberto Ferruzzi -. Dovrebbe funzionare come nelle famiglie: cè un padre che decide, magari gli altri si lamentano, ma si vive sotto delle regole». Manca poco, comunque, al momento della verità: giovedì in consiglio comunale si discuterà la delibera di Cadeo, su cui destra e sinistra stanno tentando un accordo che salvi capra e cavoli. «Ma è difficile - spiega lulivista Marco Cormio che conduce le trattative per lopposizione - su qualcosa unintesa cè, su altro no. Proveremo fino allultimo». Ma Cadeo mette in guardia: «Se la delibera viene stravolta, la ritiro».
MILANO. Non dividete il parco delle Cave
A Palazzo Marino, in via del Duomo, si è svolta una manifestazione per il parco delle Cave Prati, con cori e cartelli. I manifestanti chiedono di mantenere la gestione del parco a Italia Nostra, che lo ha trasformato da luogo di degrado a fiore allocchiello. La delibera che vuole cambiare la situazione è stata presentata dall'assessore al Verde, Maurizio Cadeo, e verrà discussa in Consiglio giovedì. I manifestanti, compresi i bambini, hanno protestato contro la delibera, ma senza insulti o slogan. La protesta è stata pacifica e ha avuto un tono giocoso, con i bambini che hanno disegnato il parco su scatole di cartone e hanno cercato di ricostruirlo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo