VIA TASSO E' stato acquisito dal Demanio che lo destinerà alla Soprintendenza: sarà utilizzato per ampliare i locali II Museo della Liberazione di via Tasso, ufficialmente, sarà ampliato. Ieri pomeriggio è stato firmato dal notaio l'atto di compravendita dell'appartamento all'interno 7, l'ultimo che rimaneva per ricomporre il carcere della Gestapo dove nei nove mesi dell'occupazione nazista della capitale, tra il 1943 il 1944, furono rinchiusi e torturati centinaia di partigiani della Resistenza. Nel 1957 la principessa Ruspoli donò quattro appartamenti allo Stato per realizzare il Museo (che ogni anno viene visitato da circa 16mila persone) ma mancava ancora l'interno. La casa rschiava di essere venduta ma il certosino lavoro dell'Agenzia del Demanio, le spinte del sindaco Walter Veltroni e della Regione, ora si sono concretizzate e al Museo verrà annesso anche l'ultimo appartamento. Il contratto è stato firmato dal direttore della filiale "Roma Capitale" dell'Agenzia del Demanio per «assumere al patrimonio dello Stato l'immobile che sarà successivamente consegnato alla Sovrintendenza statale per destinare l'appartamento al Museo». L'immobile è stato pagato con i soldi della Regione (300mila euro che il consigliere Alessio D'Amato ottenne dalla giunta Storace) e del Comune per la quota rimanente. La storia della compravendita dell'appartamento di via Tasso 145 comincia nel 2004 e ieri c'è stato il lieto fine proprio alla vigilia della Giornata della Memoria. «Una bella notizia attesa da tre anni e tre mesi - dice Antonio Parisella, presidente del Museo -. Ora sarà possibile l'ampliamento ma serviranno almeno 300mila euro per ripensare gli spazi e un nuovo allestimento con la sensibilità di oggi mantenendo il luogo storico senza eccedere nelle nuove tecnologie». Questa mattina a mezzogiorno ci sarà in via Tasso la visita del presidente del Senato Franco Marini. Dalle 9,30 alle 19,30 (oggi e domani) è prevista invece l'apertura continuata del Museo.