ELKANN: «DENUNCIA INFONDATA» A rischio il patrimonio artistico del Museo Egizio. Lo sostiene la Uil, che ieri ha diffuso una nota per evidenziare che lo scorso 15 gennaio il sindacato aveva lanciato l'allarme rispetto alla mancanza di sicurezza del museo che, com'è noto, è gestito dalla Fondazione di cui è presidente Alain Elkann, segnalando che vi erano anche problemi legati alla sicurezza dei beni e delle persone. Elkann ha risposto sostenendo «l'infondatezza della denuncia» poiché a suo giudizio non vi sono problemi per quanto riguarda il rispetto delle norme di tutela e conservazione nonché dell'ordinamento poiché la Fondazione aveva il personale sufficiente per garantire la sicurezza e tutte le attività tecnico scientifiche poiché 4 egittologi ministeriali avevano «manifestato la volontà all'assegnazione incondizionata alla Fondazione». La Uil ora rileva che il 24 gennaio le uniche 4 egittologhe sono state assegnate «con effetto immediato» a prestare servizio presso la Soprintendenza Archeologica del Piemonte. E sottolinea che il direttore regionale Turetta avrebbe richiesto al ministero di conoscere se in campo nazionale, nei ruoli del ministero, vi sono egittologi disponibili ad andare a prestare servizio alla Fondazione Egizio. La Uil solleva il problema «di chi esercita la tutela, chi fa la conservazione e l'ordinamento di 6mila e 500 beni esposti e di quelli non esposti pari a oltre 30mila, visto che il personale tecnico ha addirittura professionalità diverse visto che vi sono orientalisti che peraltro hanno fatto domanda per andare in pensione, ma non egittologi». E rilancia con forza l'allarme per il rischio che corrono i beni dell'Egizio ma allo stesso tempo ribadisce le responsabilità del ministero, del ministro Francesco Rutelli, della direzione regionale e di quanti conoscono la situazione della Fondazione, la cui gestione non garantisce il patrimonio del Museo della Città di Torino e del mondo intero.